La città tra passato e futuro sempre più vicina a Milano

l futuro è nel design. Ci credono le quattro donne che, con la loro associazione “Wareseable”, hanno fatto nascere e crescere la Varese Design Week, che il 5 aprile taglierà il nastro della sua quarta edizione.

Si chiamano Nicoletta Romano, Silvana Barbato, Silvia Giacometti, Laura Sangiorgi e, insieme all’architetto Paolo Martinelli, che entra in scena come art director, non a caso hanno scelto di dedicare l’evento al “Past to futur”. Perchè, dicono, «non c’è futuro senza passato» ma, soprattutto, la «grandissima adesione di quest’anno dimostra che Varese ha recepito il messaggio e le potenzialità di questa iniziativa, quale indotto per il commercio e la promozione turistica del territorio, un territorio che ci auguriamo possa essere sempre più alleato di Milano, dove si svolge l’altrettanto famosa settimana dedicata al design e all’arredamento».

Così Nicoletta Romano ha introdotto la presentazione del ricco calendario di iniziative che, fino al 9 aprile, spazieranno tra il centro cittadino e le location “satellite” del Camponovo, perché è nelle gallerie quattrocentesche del Sacro Monte che affondano le radici di Varese, del laboratorio creativo Rossi Italian Design, dove sarà allestito una “concept home” dedicato alla tavola, e della scuola “English Language Center” di viale Milano, che ospiterà workshop in collaborazione con la Nuova Accademia di Belle Arti di Milano. E allora dimentichiamoci l’idea del progettista chiuso nel suo studio o nell’ateneo di riferimento, per fare spazio a quella di un design capace di allargare i suoi orizzonti, attraverso la sapiente miscela di mestiere, creatività, modernismo e flessibilità. Attesissima la nuova creazione della Torsellini Vetro che, dopo “Glass Emotion Bridge”, allestimento dello scorso anno in piazza del Podestà, promette di stupire con il “Park” in piazza San Vittore, un enorme parallelepipedo alto cinque metri e tutto rivestito di specchi, con applicazione su due lati di un disegno del maestro Marcello Morandini, illuminazione notturna e sottofondo musicale per accompagnare la visita.

Ma tante sono le chicche della Vdw, che non a caso si è guadagnata l’inserimento nella rete nazionale delle Design week. A cominciare dalla volontà di valorizzare talenti dimenticati o forse ingiustamente trascurati, come Flaminio Bertoni, con l’esposizione nel cortile del Broletto di due auto d’epoca da lui progettate. Si farà festa, alla Galleria Ghiggini, per il centenario di fondazione della Moroni Gomme, mentre nell’info-point di piazza del Podestà una “experience-box” permetterà di visitare virtualmente la Torre civica, il campanile del Bernascone e la Cupola della Brunella, solitamente chiusi al pubblico. Il Salone Estense ospiterà un robot capace di interagire con il pubblico. L’architetto Paolo Martinelli penserà ad “apparecchiare” la tavola del Rossi Italian Design, abbinando gli iconici pezzi di Ambrogio Pozzi a oggetti di uso comune realizzati con materiali ecosostenibili, piazza del Podestà ospiterà otto stendardi degli “Artisti di Varese”, ai ragazzi del liceo “Frattini” saranno affidati i “Racconti di design” e il Cinema Nuovo sarà presente con esposizione di opere e proiezioni di filmati. Per il programma completo di incontri, performance, cocktail e sfilate, è possibile consultare il sito all’indirizzo www.varesedesignweek-va.it .

Un parco di specchi davanti alla basilica

Quattro parallelepipedi in vetro a specchio e laccato, torri alte fino a cinque metri nel cuore della città. È questa l’installazione che l’imprenditore gaviratese Roberto Torsellini ha ideato per l’edizione 2019 della Varese Design Week. Dopo il “ponte emozionale” protagonista lo scorso anno accanto alla statua del Garibaldino, tra due settimane lo spettacolo si sposterà in piazza San Vittore: «Quando mi hanno detto che il tema della settimana sarebbe stato “Past to future” – ha spiegato Torsellini – l’unica cosa che sono riuscito a immaginare sono stati grandi parallelepipedi a specchio, strutture moderne, che riflettessero la basilica cittadina, la piazza e tutti gli edifici che la circondano». A completare il quadro saranno l’illuminazione serale, un sottofondo musicale che unirà brani classici ad altri più attuali e la presenza di tanta natura tra prati e alberi. «Quest’ultimo – ha proseguito Torsellini – è un elemento fondamentale; vogliamo che quanti passeranno dalla piazza possano vivere questa esperienza come se fosse un momento di quotidianità in una città del futuro. Un’applicazione di questa idea si può trovare nel quartiere milanese Isola, dove la concezione futuristica è strettamente legata alla natura e al verde pubblico. Certo, trovare soluzioni che possano interessare e colpire le persone non è facile, ma noi crediamo in questo progetto. Tra i nostri sostenitori c’è anche il maestro Marcello Morandini e un suo disegno verrà applicato su due facce dei parallelepipedi». Per realizzare il “Glass emotion park”, questo il nome dell’installazione che occuperà una superficie di cento metri quadrati, alla Torsellini Vetro si sono unite imprese del territorio e professionisti di BNI – Business network international: «Ognuno – ha affermato la designer grafica Sabrina Van Hoften – ha dato il suo contributo nel proprio ambito di lavoro, da chi ha progettato l’insieme ai fabbri e ai marmisti che ne hanno permesso la realizzazione».

L’elenco completo dei partner dell’iniziativa comprende anche l’IS Iommazzo Serafino, la Falegnameria Bina, LuceLuce, l’architetto paesaggista Giulia Gatti, Landscape, Copysoft, GTV, Zilio Interni, Catena Marmi, Nuova Clean, Elettronica FM Sechi e Bertuzzo, K-Computers, IFC Unipolsai Assicurazioni, Ossola Trasporti e Nuova Belgo.

«I giochi di riflessi – hanno concluso i responsabili – moltiplicheranno persone e cose, perché la città del futuro è viva e animata. Il passato e le radici varesine di San Vittore accompagneranno il futuro in una nuova narrazione».