La Cisl scende in campo Fs però si chiama fuori

La Prealpina - 25/05/2017

Il caso Alitalia è l’esempio di «cosa può succedere quando i populisti entrano in azione». Lo dice la leader della Cisl Annamaria Furlan osservando che «i grillini, i populisti e i liberisti che non volevano avere di mezzo il sindacato e che dicevano meglio il commissariamento dell’accordo oggetto del referendum sono scomparsi, mentre il sindacato confederale c’è e continua a trattare con il Governo e i commissari». Dopo aver sottolineato che l’accordo siglato da Cgil, Cisl e Uil è stato oggetto di una campagna in cui ha prevalso «l’ignoranza crassa per le regole europee e una terribile malafede dei confronti dei lavoratori». Furlan ha aggiunto che «non sempre un’azienda commissariata fa una brutta fine, lo dimostra il caso Parmalat. Noi – ha concluso- rappresentiamo tutti I lavoratori, anche quelli che hanno votato no è lavoriamo perché alla fine del commissariamento l’impresa ci sia ancora nella sua unitarietà e con I suoi posti di lavoro».

Intanto, dopo le dichiarazioni dei vertici di Lufthansa che hanno ribadito il non interesse nei confronti di Alitalia, anche i vertici di Fs escludono un intervento. «Escludiamo assolutamente un intervento in Alitalia». Lo ha ribadito l’amministratore delegato Renato Mazzoncini, a margine dell’assemblea di Confindustria. «Abbiamo nel nostro piano industriale per i prossimi 10 anni 23 miliardi solo di autofinanziamento per i nostri progetti e se dovessimo destinare una parte significativa di questi finanziamenti ad Alitalia, non saremmo in grado di portarli avanti: a partire dal trasporto pubblico locale e quindi treni regionali, servizi su gomma, Anas e tutto quello che c’è all’interno del piano», ha spiegato il numero uno di Fs.