La certezza del ministro «Con noi l’Italia cresce»

La Prealpina - 28/10/2016

l presidente della Camera di Commercio si rivolge al ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, ieri in visita nel Varesotto. Parole chiare quelle diGiuseppe Albertini, che rivendica il ruolo competitivo del manifatturiero locale a fronte della crisi economica. Parole che vanno a segno con i preoccupanti dati sulla disoccupazione, sulla contrazione delle assunzioni, su tutto quanto ostacola la crescita. «Se nel 2008 il tasso di disoccupazione qui da noi era un fisiologico 3,5 per cento, ora siamo al 9. E la disoccupazione giovanile è passata dal 29,9 per cento del 2014 al 32,1 dello scorso anno».

Numeri impietosi. Non bastano gli zero virgola a tranquillizzare gli imprenditori. Poletti ne è consapevole. Davanti al consiglio camerale, riunito nel tardo pomeriggio a Ville Ponti alla presenza dei parlamentari piddiniMaria Chiara Gadda e Angelo Senaldi e del sindaco di Varese Davide Galimberti, egli prova a convincere gli operatori della bontà degli interventi governativi. Accenna alla Legge di Bilancio, alle riforme, alle nuove pensioni, ai progetti avviati o soltanto abbozzati. In conferenza stampa, non a caso dà merito proprio alle capacità di innovazione delle aziende varesine.

Poco prima è stato in visita alla Bandera di Busto Arsizio, ne magnifica la struttura organizzativa, i macchinari e la produzione, prendendoli a modello per l’intera filiera produttiva del territorio. Certo, non può disconoscere che la crisi morda ancora, ma avverte come gli sforzi di Palazzo Chigi offrano risultati lusinghieri. «Stiamo recuperando su diversi versanti, ma sappiamo che i problemi non sono del tutto risolti», dichiara sotto l’incalzare delle domande. Problemi, appunto. Albertini gliene pone davanti uno prioritario per la nostra zona: la questione dei frontalieri, regolata da rapporti sempre più difficili con la vicina Svizzera. Il ministro prende atto, accenna alle soluzioni, al dialogo mai chiuso con le autorità elvetiche.

Poi il tema dell’alternanza scuola/lavoro, l’incontro tra la domanda e l’offerta di lavoro. Insomma, la collaborazione tra il sistema imprenditoriale e il mondo della scuola. Argomento di grande importanza per dare continuità al manifatturiero, per renderlo sempre più funzionale e tecnologico «anche sulla spinta della cosiddetta industria 4.0».

Di più: «Stiamo cercando di migliorare il contesto, proponendo il meglio affinché le imprese possano crescere», chiosa il ministro. Non prima di avere accennato al referendum, al dovere di esprimere un voto, possibilmente un sì. «Perché», sostiene Giuliano Poletti, «è con le riforme che l’Italia può tornare a correre velocemente. L’occasione è irripetibile, rende tutto più efficace e moderno, dal parlamento all’azione legislativa agli enti locali e al loro ruolo. Insomma, stiamo facendo chiarezza nell’impianto istituzionale: ne beneficerà tutto il Paese, a cominciare dalle imprese». Di referendum, di sì e di no, il ministro tratterà più diffusamente nella stessa serata, in un incontro programmato a Busto Arsizio sotto l’egida del Pd.