La casa delle imprese è pronta al rinnovo

La Prealpina - 08/12/2022

Industriali in pole position per firmare il prossimo quinquennio alla guida della Camera di commercio di Varese: si avvicina il momento del rinnovo del consiglio camerale per il periodo 2023-2028. L’organismo attualmente in carica scade esattamente fra poco più di un mese, il 22 gennaio prossimo, a cinque anni esatti dall’elezione nel 2018 del numero uno Fabio Lunghi, espressione di Confcommercio. E ora la casa delle 60mila imprese attive deve trovare un nuovo “padrone”. Per una legge non scritta ma pattuita fra gli alleati, la poltrona più prestigiosa di piazza Monte Grappa vede alternarsi le maggiori associazioni di categoria, che hanno anche il maggior peso negli organisimi: dopo i mandati di artigiani e commercianti, ora dovrebbe essere il turno di Confindustria, che ha avuto il suo uomo-simbolo fino al 2012 con Bruno Amoroso.

Candidati ufficiali non ci sono, ma i nomi che circolano con maggior insistenza sono due big dell’ex Univa, l’attuale vicepresidente Mauro Vitiello, che è già al timone di Promovarese, la Srl al 100% di proprietà della Camera che gestisce MalpensaFiere e le Ville Ponti; e l’ex presidente dell’Unione industriali Riccardo Comerio, che però appare più defilato, essendo saldamente a capo della Liuc, l’università Carlo Cattaneo e non in scadenza. Anche senza incompatibilità formale da statuto, difficilmente si può ipotizzare questo scambio di ruoli. Dunque Vitiello è il più papabile, anche se fino all’ultimo potrebbero esserci sorprese. E ora che cosa accadrà? Le associazioni di categoria e le altre componenti camerali, con la regia del segretario generale Mauro Temperelli, sono state coinvolte in adempimenti molto tecnici per l’assegnazione dei seggi: la Regione Lombardia, in base al grado di rappresentatività di ogni organizzazione imprenditoriale, ha determinato i “posti a sedere”, 25 in tutto, 22 espressione delle associazioni e 3 rispettivamente di sindacati, consumatori e liberi professionisti. Ed ecco le distribuzioni con la triade a fare la parte del leone: 5 per l’industria, 4 per l’artigianato e 4 per il commercio, 4 per i servizi, 1 consigliere ciascuno per agricoltura, cooperative, turismo, trasporti, credito e assicurazioni. E sempre la Regione emetterà il decreto che farà partire il nuovo consiglio, che a sua volta eleggerà il presidente.

Di sicuro si prevede un forte rinnovamento del consiglio, visto che molti membri sono in scadenza: un diktat che poteva considerarsi nullo per il solo presidente per effetto del covid. Una clausola che Fabio Lunghi ha già dichiarato di non voler sfruttare. Curiosamente, il prossimo numero uno potrebbe avere nuovamente un rimborso, mentre nel precedente mandato erano stati azzerati i compensi economici, sull’onda dello sfoltimento voluto da Renzi. Di sicuro, pur con un calo nazionale, la Camera di Varese non è mai stata in discussione e ora dovrà affrontare nuove sfide in un tessuto economico provato da guerra e crisi energetica. Chi prenderà le chiavi dell’ente avrà sì gli onori ma anche gli oneri.

Mai una donna in un secolo e mezzo

Saranno anche l’anima del commercio, meno della Camera ad esso dedicata (come all’industria, all’artigianato e all’agricoltura): in quasi 160 anni di storia, dall’atto di nascita del 1863, non c’è mai stata una donna alla guida dell’ente di piazza Monte Grappa che rappresenta quasi 60mila imprese attive. Ma, al di là delle battute, la parte rosa in realtà è ben rappresentata negli organismi ed è nato il Comitato per l’imprenditoria femminile. La giunta è così composta: Monica Baj, Ilaria Broggian, Gianluigi Casati, Rudy Collini, Stefania Filetti, Daniele Grossoni, Francesco Riva, Fabio Lunghi. I presidenti sono stati 10 dal 1863 al fascismo, poi sostituiti dal prefetto, e altri 10 dal 1945 a oggi. Gli ultimi prima di Lunghi, sono stati Giuseppe Albertini, Renato Scapolan, Bruno Amoroso, Angelo Belloli, Dario Guidali, Tino Riganti, Vito Artioli, Angelo Campiotti e Piero Broglio.