La Camera di Commercio verso lo scioglimento: non ci sono i voti per il bilancio

Altra Testata - 23/05/2016

ILCIRIACO.IT

 

L’ombra del commissariamento sulla Camera di Commercio di Avellino ritorna prepotentemente. Non sarà il tribunale amministrativo, come annunciato daConfindustria (leggi qui), a dover decidere sull’elezione del PresidenteOreste La Stella, non riconosciuto appunto dagli industriali. A far traballare lo scranno del neo eletto e della sua giunta sarà la votazione del bilancio consuntivo 2015.

I 14 voti ottenuti per essere eletto presidente da Oreste La Stella, già presidente della Confcommercio Avellino, contro i 12 di Federica Vozzella e il ricorso ai pareri legali per validare il quorum (in origine fissato a 15, e poi rettificato a 14 nell’interminabile ultima convocazione durata quasi una settimana – leggi qui) potrebbero non essere utili a far approvare il bilancio, che dopo esser passato in giunta (con 3 voti favorevoli, La Stella, Loffreda e Cipriano neo eletto) si accinge a portare in consiglio. Un consiglio che come è noto è spaccato.

Data per certa la mancata approvazione in prima convocazione dove c’è bisogno di un’ampia maggioranza, nella seconda con i 14 voti racimolati da La Stella il bilancio potrebbe essere approvato. Certa l’assenza dei 12 che non hanno partecipato all’ultima convocazione “in quanto ritengono La Stella non il loro presidente perché eletto alla 5^ convocazione”. A questi c’è da aggiungere il non voto al bilancio della Cna “in coerenza” con quanto sostenuto in passato sulla gestione Capone (leggi qui) e quindi sul bilancio della sua gestione che sarà riproposto agli inizi di giugno. Oltre a Berardino Pesce che ha assunto una posizione diversa dalla Confederazione sin dalla votazione del presidente astenendosi perché “La Stella è in continuità con Costantino Capone avendo partecipato a tutte le sue consiliature sostenendolo“, anche Ciriaco Coscia e Sabrina Palladino non voteranno il bilancio portando i voti favorevoli a 12. Da valutare anche la posizione di Marinelli della Cna – Confesercenti che ha sempre sostenuto la linea degli artigiani.

E anche se nel frattempo dovesse arrivare la nomina della Regione Campania del rappresentante mancante, il 28°, in quota Coldiretti e che presumibilmente voterebbe a favore del bilancio sposando la linea dell’associazione, il bilancio rischierebbe di non essere approvato. Nella migliore delle ipotesi i voti favorevoli passerebbero a 13. Non sufficienti all’approvazione, ma sufficienti al commissariamento.

Anche in questo caso la Cna, sostenendo la stessa tesi dell’ultima votazione insieme ai 14, invia segnali agli industriali: “non si potranno caricare a noi eventuali conseguenze, come lo scioglimento. Spetta a Capone, Vozzella e tutti gli altri che hanno condiviso attivamente o con silenzio ciascuna delle scelte poi trasferitesi nel consuntivo di difenderle. Lo faranno o meno è affare loro, di cui rispondono alle imprese ed all’opinione pubblica”.

La vicenda ritorna al punto di partenza, dopo più di un mese. La scelta non condivisa del presidente, anche in ragione della sostituzione alla terza votazione, la maggioranza risicata e a colpi di pareri legali non giova a nessuno, ma soprattutto non giova agli iscritti della Camera che vedono passare il tempo e le opportunità.