La camera di commercio resta a Viterbo

Altra Testata - 05/07/2017

“La camera di commercio alto Lazio è una realtà. Avrà sede e resterà sul territorio di Viterbo, unito a quello di Rieti. Non era scontato ma ce l’abbiamo fatta. Il migliore risultato che potevamo ottenere”. Ivanhoe Lo Bello e Domenico Merlani non hanno dubbi. Il primo è presidente di Unioncamere, il secondo della camera di commercio di Viterbo.

L’occasione è la presentazione del 17° rapporto sull’economia nella Tuscia, affidato a Francesco Monzillo, segretario generale della camera viterbese. Questa mattina, nella sala conferenze di via fratelli Rosselli a Viterbo dove la camera di commercio ha sede e continuerà ad averla.

“Manca ancora il decreto del ministro dello sviluppo economico Carlo Calenda – precisa Merlani – ma non dovremmo avere brutte sorprese”. Un risultato sancito anche dalle parole del deputato Giuseppe Fioroni che dalla sala risponde di non preoccuparsi, “Calenda – ha detto – non cambierà idea”. Vicino a lui l’altro deputato, Alessandro Mazzoli, che annuisce. Risultato incassato, al 100%.

Tra il pubblico, forze dell’ordine e organizzazioni sindacali e di categoria, istituzioni e aziende. I consiglieri regionali Riccardo Valentini e Daniele Sabatini. Per il comune di Viterbo c’erano invece il sindaco Leonardo Michelini e gli assessori Luisa Ciambella, Alvaro Ricci e Sonia Perà. Sul palco Federica Ghitarrari, vice segretario generale della camera di commercio di Viterbo.

“Il rischio principale – ha sottolineato Merlani – era che tutte e quattro le province del Lazio fossero accorpate in un’unica struttura con sede a Latina. E capite bene quali sarebbero stati gli enormi disagi per le nostre aziende. La camera di commercio di Viterbo non solo non verrà chiusa, ma avrà un nuovo riposizionamento strategico a fianco delle imprese. Un successo figlio di un gioco di squadra che ha visto impegnati giunta e consiglio camerale che hanno dato un contributo fondamentale in stretta sinergia con le istituzioni”.

“Le camere di commercio – ha poi spiegato Lo Bello – passano da 105 a 60 su tutto il territorio nazionale. E avranno un compito fondamentale. Ridurre la distanza tra le nuove generazioni e il paese, tra sistema educativo e sistema produttivo orientando i giovani verso il mondo del lavoro. Per risurre i tassi di disoccupazione e rimettere in moto la crescita della nostra economia.

E in questa direzione stiamo lavorando a una piattaforma telematica in grado di connettere università studenti e imprese, mettendo a disposizione l’offerta lavorativa in modo innovativo e dinamico, con tutti gli strumenti che il digitale ci fornisce”.

E proprio sul fronte dell’innovazione digitale, il sistema camerale italiano è tra i più all’avanguardia d’Europa. “Siamo stati i primi nell’Unione Europea – ha detto Lo Bello – ad avviare e mettere in campo i processi di digitalizzazione, già nel 1995. Abbiamo inoltre un registro delle imprese tra i più importanti del continente. Può infatti contare su 6 milioni di imprese iscritte, 10 milioni di amministratori e oltre un milione e duecento mila professionisti.

Una forza che il mondo anglosassone non ha. Dobbiamo ridurre invece la distanza – ribadisce il presidente di Unioncamere – tra giovani e imprese perché non è possibile che solo il 4% di chi studia nel nostro paese fa pratica in azienda contro il 12,95 della media europea”.

Infine, cultura e turismo. “Sono la nostra frontiera, un punto di riferimento. Soprattutto per territori come Viterbo. Dobbiamo entrare nel futuro. Scuola, impresa, innovazione e digitale sono le chiavi per aprirlo e metterlo a disposizione di tutti”.

A Monzillo è toccato invece fare il quadro dell’economia della Tuscia presentando il 17° rapporto. Una situazione ancora critica con segnali di ripresa.

“A ottenere risultati nello scenario di crisi che ci caratterizza da anni – ha anticipato tuttavia Merlani – sono state imprese coraggiose, che si sono messe fin da subito in discussione trainando una ripresa che oggi non è più un dato ipotetico ma reale”.

In provincia di Viterbo le imprese sono 37449. Crescono i servizi (+1,2%), ma calano commercio (-2,4%) e costruzioni (-2,3%). L’agricoltura, che resta il settore chiave e più importante del territorio, cresce solo dello 0,1%.

“Importante la crescita delle imprese rosa – ha spiegato Monzillo –. Rappresentano il 27,3%. Nel Lazio e in Italia il 21%. Si concentrano soprattutto in agricoltura (43%) e nel commercio (23%)”. Tuttavia sono proprio le donne a risentire maggiormente dei tassi di disoccupazione, 18% a fronte del 12,8% per gli uomini. Drammatico invece il dato della disoccupazione giovanile con il 46,6% di disoccupazione nella Tuscia. Quasi 10 punti in più rispetto al dato nazionale che si ferma al 37,7%.

Infine gli interventi dei politici, interessati soprattutto alla manifestazione sindacale di domani sulla trasversale con gli interventi dei segretari generali territoriali di Cgil, Cisl e Uil.

Puntano tutti il dito contro l’ex presidente della provincia ed ex sindaco di Tarquinia Mauro Mazzola che qualche mese propose un tracciato alternativo per l’ultimo tratto dell’arteria Orte-Civitavecchia trovando ascolto dal ministero dell’ambiente.

Ad aprire il fuoco di fila è Fioroni. “L’ostilità al tracciato della trasversale – ha detto – dovuto alle ambiguità della provincia e dell’amministrazione di Tarquinia ha nociuto allo sviluppo del territorio.

Le realtà locali devono fare la loro parte senza inventarsi altri tracciati. Se l’amministrazione di Tarquinia e la provincia ripensassero le loro vecchie posizioni sarebbe già un gran bel risultato”. Fioroni ha parlato per primo. Nessuno lo ha contraddetto. Né Valentini, né Sabatini che ha anzi aggiunto che “la trasversale paga non solo i ritardi del passato, ma anche le logiche e i conflitti che hanno caratterizzato il congresso del Partito democratico nel presente”.