La Busto a misura d’uomo di Max Rogora: «Rotatorie, pedonalizzazioni, telecamere»

Malpensa24 - 23/03/2021

 «Ci vorranno altre cinque amministrazioni per cambiare la viabilità a Busto Arsizio». Lo ha ammesso l’assessore alla partita Massimo Rogora, che nel corso del terzo “gazebo virtuale” della Lega, sabato 20 marzo, non si è sottratto al fuoco di fila delle domande su uno dei temi amministrativi in assoluto più soggetti a polemiche e divisioni. «Questa città ha 350 chilometri di strade e ancora di più di marciapiedi – sottolinea l’assessore leghista – non è facile mettere d’accordo le varie esigenze, quelle dei residenti e quelle dei commercianti che vogliono la sosta sotto il negozio. Ma dobbiamo fare dei passi avanti verso la mobilità sostenibile».

La versione dell’assessore

E lui, l’assessore venuto da Legnano, l’unico nella giunta Antonelli (insieme a Paola Magugliani) ad aver “mangiato il panettone” dall’inizio alla fine del mandato, rivendica di aver smosso le abitudini di una città che a volte fa fatica ad accettare i cambiamenti. «Ricevo tantissime accuse, ma poi la gente si abitua e mi dà ragione» rivela Max Rogora. Fa l’esempio della rivoluzione dei sensi unici a Sacconago: «Due mesi di lamentele feroci. Adesso ho proposto dei ritocchi ma nessuno vuole più fare marcia indietro». E della rotonda del Tribunale, «portata a casa» dopo aver sfidato tante ritrosie.

Più rotatorie per tutti

Proprio le rotatorie, per eliminare i semafori, sono diventate ormai una caratteristica del suo mandato da assessore. Le prossime in programma sono quella di San Micheleall’incrocio tra piazza Manzoni, piazza San Michele e via Quintino Sella: «L’idea mi è venuta quando ho visto il traffico fluido con il semaforo spento per una fiera – rivela Rogora – inizieremo a testarla e poi penso che in un mese e mezzo potremo realizzarla». E quella all’incrocio tra via Marco Polo e via Magenta. A chi critica le rotonde, più pericolose per i pedoni, risponde con le parole degli esperti del piano del traffico: «Tendenzialmente gli incidenti che si verificano nelle rotatorie, visto che le auto sono a velocità più bassa, sono meno gravi».

Il gazebo virtuale

Da sinistra, Vincenzo Marra, Giusy Basalari, Max Rogora e Domenico Donadio

È il terzo appuntamento con i “microfoni aperti” in sezione di corso Italia per gli assessori del Carroccio. Stavolta tocca a Max Rogora, che parla di viabilità e sicurezza, temi caldi. Un fiume in piena. Toccando anche le questioni più spinose. Come il photored di Sant’Anna, che con i cartelli è stato reso più “innocuo”: «Oggi siamo a 80-100 verbali al mese per il passaggio con il rosso su sei impianti». O come le piste ciclabili, che «a Busto si possono fare solo su una strada nuova altrimenti non è facile, o creiamo un senso unico o togliamo i posti auto per la sosta, come in via Pellico dove ci sarà il divieto sosta fino alle 19. Per la ciclabile Pirandello-Alfieri, prevista sul marciapiedi, non mi sentivo di togliere parcheggi su strada in una zona con tanti negozi».

Più pedonalizzazioni

La mobilità sostenibile è il prossimo step su cui Rogora vuole puntare forte. Con le ciclabili, ma anche con i nuovi monopattini che arriveranno in primavera, più larghi e stabili, e con le pedonalizzazioni, altro cruccio dell’assessore. «Il centro pedonale deve allargarsi – la sfida di Rogora – dopo aver fatto avanti e indietro in via Milano la gente non sa più dove andare». Piazza Garibaldi e la semipedonalizzazione di piazza Trento e Trieste sono i prossimi obiettivi fissati dal Put, che procureranno all’assessore altre polemiche. Ma Rogora vuole una Busto «più bella, ordinata e a misura d’uomo».

Più agenti e telecamere

Un altro fronte su cui sta lavorando proprio per arrivare a questo obiettivo è quello della sicurezza. Da un lato, con le assunzioni di nuovi agenti di Polizia locale: «Saranno 71 in organico a fine mandato. Indispensabili per avere più pattuglie in giro a fare controlli». Dall’altro, con le nuove telecamere di videosorveglianza: con gli acquisti pianificati dall’assessore, anche grazie ai bandi, si punta ad «avere una rete di 90 telecamere accese per la sicurezza dei cittadini, anche quelle con il riconoscimento facciale» oltre ai leggitarga. «Ma non è il Grande Fratello, ci saranno tutte le accortezze per la privacy».

Malpensafiere a rischio caos

E poi ci sono gli imprevisti, da governare. Come il centro vaccinale di Malpensafiere, che arriverà ad accogliere fino a 7000 utenti al giorno, e già preoccupa per l’impatto sulla circolazione stradale dopo il caos che si generò per i tamponi. «C’era stato il delirio, ora ci stiamo preparando con tutte le contromisure possibili – annuncia l’assessore Rogora – l’idea è di creare un passaggio con un’entrata e un’uscita, monitoreremo giorno per giorno e casomai chiuderemo le strade. Ai cittadini chiedo pazienza, non è il festival latino-americano ma la vaccinazione che tutti stanno chiedendo».