La Biocell sulla vetta del mondo grazie alla crioconservazione

La Provincia Varese - 14/03/2017

La bustocca Biocell Center
all’avanguardia nel
mondo: è la prima biobanca
a dare vita ad un servizio
per la crioconservazione
della membrana amniotica.
«È ricchissima di fattori
di crescita e viene utilizzata
da anni per varie applicazioni
cliniche, come la cura
dello strato corneo lesionato
da agenti chimico-fisici,
la cura di lesioni cutanee e
di ustioni (anche di terzo
grado), o anche come aiuto
in altri campi della chirurgia
per evitare aderenze
post chirurgiche».
Una novità che proietta il
centro di ricerca con sede a
Busto Arsizio al top mondiale
e che, come rivela
l’amministratore delegato
Marco Reguzzoni, porta
«tanta speranza» per il futuro
della medicina.
La membrana amniotica
è una componente della placenta
espulsa dopo il parto:
nelle bio-banche di Biocell
Center a Lugano, in Svizzera,
e a Boston, in Massachussets
(Usa), la membrana
di ogni neonato potrà essere
conservata (in vapori
di azoto liquido a meno 196
gradi, per un periodo tra 10 e
40 anni) sia per uso autologo
che per donarlo ad altri.
Da quelli che normalmente
sarebbero rifiuti biologici
destinati alla discarica,
«recuperiamo cellule
staminali e materia ricca di
fattori di crescita – fa notare
Reguzzoni – ricavandone
elementi potenzialmente
utili per la cura di molte
brutte malattie. I ricercatori
vedono nelle cellule placentari
e nella membrana amniotica
una concreta possibilità
di utilizzo, eticamente
accettabile e geneticamente
stabile».
«Tra non molto tempo –
ne è convinto Massimiliano
Manganini, direttore dei
Biocell Center – queste cellule
troveranno impiego in
molte terapie cellulari e di
medicina rigenerativa.
L’utilizzo della membrana
amniotica, con le sue straordinarie
caratteristiche, è
favorito dalla sua bassa immunogenicità,
che riduce il
rischio di rigetto del tessuto
nei trapianti, anche eterologhi».