La bellezza del paesaggio si sposa con l’arte Ritorna in scena “Tra Sacro e Sacromonte”

La Provincia Varese - 10/07/2017

Anche quest’anno il palcoscenico all’aperto sulla suggestiva Terrazza del Mosè a Santa Maria del Monte, da cui si gode una vista imperdibile, accoglie la rassegna Tra Sacro e Sacromonte, festival di teatro giunto alla ottava edizione sotto la sapiente e mai interrotta direzione artistica di Andrea Chiodi. La manifestazione, entrata ormai a far parte di una preclara e caratteristica tradizione del Borgo sacromontano, ci ha abituato alle performance di alcuni fra i più grandi attori del teatro italiano che hanno portato in scena grandi testi e grandi temi tutti incentrati sulla questione della fede. Lasciando aperta, ben aperta, la porta alla riflessione sulla insopprimibile domanda interiore con la maiuscola che ciascuno si pone, sia pure in diversa forma e misura, indipendentemente dall’educazione ricevuta e dall’influenza dell’ambiente con cui interagisce. Per l’estate 2017 il Festival, realizzato dall’Associazione Kentro in co-organizzazione col Comune di Varese nell’ambito del progetto regionale Cult City, frutto dell’impegno condiviso tra Regione Lombardia, Unioncamere Lombardia ed Explora, iniziato con lo spettacolo inaugurale del 6 luglio con un grande maestro della scena Italiana come Umberto Orsini e il suo Ivan tratto da Dostoevskij, torna giovedi 13 luglio alle ore 21 dando voce alla poesia contemporanea di Alda Merini, con Arianna Scommegna. L’attrice che sa restituire tutta la carnalità, tutta l’intimità e tutta la sorprendente immedesimazione della poetessa milanese nei panni della Vergine Maria tratta dal suo “Magnificat”. Lo spazio dell’anfiteatro ricavato sulla terrazza del Mosè grazie a una intuizione di mons. Pasquale Macchi in occasione dell’Anno Giubilare 2000, è la cornice dei sette appuntamenti di prosa ai quali anche quest’anno faranno da corollario iniziative di teatro itinerante e musica (programma completo sul sito www.trasacroesacromonte.it). Nel 1803 l’Amministrazione del Santuario decise di realizzare un’opera monumentale per adornare la parete rocciosa che chiudeva l’ultimo tratto del viale delle cappelle che sale dalla XIV prima della svolta per imboccare le vie del borgo che portano al santuario e già dotata di Belvedere sulla sua sommità. Venne affidato l’incarico all’architetto di Viggiù Francesco Maria Argenti (1783- 1818), professore all’Accademia di Brera, che disegnò il prospetto neoclassico della fontana, realizzata in massima parte fra il 1803 e il 1817. La monumentale e imponente scultura a tutto tondo che raffigura Mosè, l’unica effettivamente realizzata rispetto al numero previsto dall’Argenti, è opera dello scultore Gaetano Monti (1776-1847) che almeno nei tratti del volto richiama la lezione di Michelangelo e la potenza della “terribilità” che aveva colpito i suoi contemporanei. n