La battaglia dei B&Bcontro l’abusivismo

La Prealpina - 26/04/2016

I Bed&Breakfast varesini continuano a chiedere più controlli per combattere l’abusivismo nelle strutture ricettive: una situazione definita «alta ma non allarmante» nella nostra zona dal presidente dell’Associazione BBVarese (www.bbvarese.it) Alfredo Dal Ferro, «ma purtroppo nessuno interviene a supportare le nostre denunce». Il ragionamento parte dall’approvazione dei decreti attuativi della nuova legge regionale sul turismo che devono ora passare in IV Commissione.

«Le istituzioni non esistono più – tuona l’operatore -, i politici non sono in grado di introdurre correttivi efficaci e infatti, a quanto pare, il famoso numero Cir (Codice Identificativo di Riferimento) giustamente introdotto dalla Regione e dall’assessore Mauro Parolini nella prima versione dei decreti attuativi della nuova legge turistica 27/2015, è stato cancellato. La situazione è tragicomica. Lo stato e le regioni perdono miliardi con le intermediazioni delle grandi Ota (Online travel agency, i sistemi di prenotazione su internet), perdono miliardi con i mancati introiti fiscali delle strutture abusive eppure si perdono nel bicchiere d’acqua delle competenze concorrenti». Il codice da chiedere in Comune in fase di presentazione della Scia (la Segnalazione certificata di inizio attività), insomma, doveva diventare obbligatorio anche per gli affittacamere: cosa che per i B&B avrebbe favorito la tracciabilità e la trasparenza, «obbligando le strutture a uscire alla scoperto. Eppure è scomparso nel nuovo testo, pur essendo presente nella prima stesura».

La bocciatura è netta: «Per noi B&B regolari l’introduzione della nuova Legge Turistica è diventata assolutamente inutile – incalza Dal Ferro -. La situazione per le colazioni è stata riportata alla condizione antecedente l’introduzione della legge. Haccp per chi vuole fare colazioni complete ai suoi clienti e solo un manuale di autocontrollo generico per chi serve alimenti confezionati o fornisce le colazioni tramite operatori esterni abilitati. Era così difficile prevedere una forma molto semplificata dell’Haccp dei ristoranti o dei bar, visto che si tratta “solo” di colazioni?». Nella versione aggiornata del testo, i B&B possono offrire solo prodotti confezionati: chi vuole preparare colazioni fresche deve avere il famoso “libretto sanitario”, «con investimenti per adeguare le cucine francamente insostenibili, fino a 15-20 mila euro, per chi può avere solo quattro camere e non è un albergatore professionista».

Infine la proposta: far rientrare i B&B senza Partita Iva nel portale ‪#‎inLOMBARDIA senza costi sulle prenotazioni ricevute, come sta succedendo in altre Regioni italiane come l’Umbria. Sarebbero due gli effetti potentissimi: «L’inserimento di migliaia di strutture regolari sul portale con conseguente aumento del page rank e della visibilità a livelli molto alti, potendo così contrastare l’intermediazione delle Ota e aumentando l’interesse da parte degli abusivi ad uscire allo scoperto ed entrare nel mercato turistico ufficiale».