La barca elettrica sul lago «La politica deve crederci»

Il colloquio. Daniele Riva del cantiere di Laglio è stato uno dei pionieri
«Un modo diverso per gustare il paesaggio. Riducendo l’inquinamento»

Mobilità sostenibile anche sul lago di Como con i taxi boat elettrici. Daniele Riva del cantiere Ernesto Riva di Laglio è un pioniere in materia, il primo ad aver calato in acqua nel 2017 la barca elettrica e ad averne oggi tre che vengono messe a disposizione dei clienti degli hotel del Lario e dei turisti. Per Daniele Riva però l’utilizzo dell’elettrico nella navigazione potrebbe aprire occasioni nuove di esperienze emozionali sul lago di Como, oltre che di tutela ambientale e di risparmio economico notevole.

Il taxi boat

«Noi abbiamo tre barche elettriche che usiamo come taxi boat, ma crearle vuol dire fare un percorso articolato che mette insieme diverse professionalità – precisa Daniele Riva – Mettere in acqua una barca elettrica non vuol dire “monto il motore elettrico sulla barca” e vado, ma seguire un processo che accomuna diverse competenze, dall’elettronica al design». Il cantiere Riva, che come accennato ha debuttato nell’elettrico nel 2017, conta anche su l’e-commuter Ernesto e le vaporine considerate “fiori all’occhiello ed esclusivi prodotti della nautica zero-emission”.

«Le vaporine sono barche vintage che venivano usate nella Bella époque sul lago di Como dagli alberghi e che sono state riviste con carene moderne, sia termiche che elettriche. Giusto per dare un’idea di cosa significhi usare l’elettrico sul lago, basta dire che per le termiche 1.200 ore di navigazione coincidono a 13mila litri di gasolio per un costo che si aggira sui 32-33 mila euro, mentre l’elettrico a parità d’uso comporta un costo di 4.700 euro e in più nel lago non entrano oli esaustivi e non c’è nemmeno l’inquinamento acustico. L’elettrico offre inoltre un modo diverso di andare in barca, magari non velocissimo, ma con belle esperienze nell’assoluto silenzio del lago; inoltre potrebbe essere anche un modo per preservare il nostro lago, perché lo stiamo rovinando per far cassa con ingordigia e invece si potrebbero creare zone protette dove si entra solo con l’elettrico. Siamo nella città di Volta – aggiunge Riva – l’elettrico servirebbe a creare delle esperienze, ma dobbiamo crederci tutti e deve crederci soprattutto la politica».

Riva è il solo ad avere il servizio di taxi boat elettrico sul Lario: «siamo i soli ad avere i taxi elettrici, c’è qualcuno in alto lago e ci sono delle “Renzo e Lucia” con il motore elettrico, ma noi abbiamo fatto qualcosa che andava oltre, per tecnologia e visione di design: è un’alchimia verso il futuro. La prima barca elettrica, l’Ernesto, l’abbiamo creata nel 2017 con un percorso complesso con Regione e Cna ed è stato un lavoro che ha tenuto conto di molti equilibri, coinvolgendo uno studio di disegno importante come Frers, ma usando materiali green, rispettando il territorio, usando resine a base di soia e, da tutte queste caratteristiche, è nata la prima barca che ha ricevuto premi importanti».

Gli hotel

«Da lì – continua – siamo partiti per fare poi le cose un po’ più strutturate con barche elettriche di servizio pubblico che abbiamo condiviso con i grandi hotel a cinque stelle del basso Lario superando i primi ostacoli legati, ad esempio, alle colonnine di ricarica. Inoltre – conclude Riva – sono orgoglioso di ricordare che a settembre, a Villa d’Este si terrà la quarta edizione di un convegno importante, che organizziamo noi con la Fondazione Volta, in cui parleremo di mobilità elettrica con esperti, politici, autorità».