Italia e Svizzera senza confine

La Prealpina - 08/06/2017

C’è una frase di Raffaele Cattaneo, presidente del Consiglio regionale, che dà senso compiuto al seminario internazionale di ieri pomeriggio al Jrc di Ispra: «La frontiera diventerà una linea permeabile». In altri termini, via i muri e, quindi, i pregiudizi e i freni politici che nelle intenzioni limitano il dialogo transfrontaliero. Nelle intenzioni, appunto. Perché tra Italia e Svizzera e, subito dopo, tra Lombardia e Canton Ticino, la collaborazione è avviata da tempo, sostenuta dalle istituzioni attraverso i progetti Interreg, il programma di cooperazione con la Confederazione elvetica. Progetti bilaterali che, come ha esemplificato Marco Magrini, vice presidente della Provincia di Varese, sono destinati a migliorare la qualità della vita nei rispettivi territori. Ecco allora le opportunità offerte da ipotesi di interventi per piste ciclopedonali che dovrebbero ridurre il numero delle auto dei frontalieri nei valichi più esposti; ecco la valorizzazione del patrimonio naturale e culturale con il risanamento del Ceresio.

Per il momento si tratta di proposte riguardanti la mobilità sostenibile e l’ambiente per un valore complessivo (da finanziare) di quasi 16 milioni di euro. Già operativi, invece, attraverso Interreg, 153 progetti con effetti importanti e strategici sulle comunità per un valore complessivo di 107 milioni di euro. Il seminario di ieri, organizzato dal Consiglio regionale in collaborazione con il Comitato delle Regioni , ha avuto come obiettivo il rafforzamento dell’attività transfrontaliera, che verrà realizzata con i contributi economici dell’Unione europea. Altri soldi in arrivo per quasi 160 milioni di euro (ne sono interessati dieci province italiane e tre Cantoni svizzeri ) e che rappresentano, appunto, una enorme occasione di sviluppo, che i territori potranno, anzi, dovranno cogliere. Anche per una straordinaria ragione che va delineandosi in questo periodo: i collegamenti ferroviari, con la Arcisate-Stabio e l’Alp Transit. Se n’è parlato diffusamente durante il convegno di Ispra, a segnalare le attese di infrastrutture che determineranno giocoforza un indotto economico importante e un impatto tutt’altro che irrilevante nell’area varesina. Se n’è fatto interprete, oltre a Marco Magrini, il presidente della Camera di commercio , Giuseppe Albertini. Un doppio volano di crescita per le nostre imprese, ma anche motivo di preoccupazione ambientale. Con un utilizzatore finale: Malpensa. Temi noti, che hanno tenuto banco nel recente passato e che domineranno in futuro. Ambiente, sicurezza, opportunità. «Sta per nascere una rete ferroviaria tra Italia, Svizzera e Europa con un passaggio già ora di 200 treni al giorno, in aumento con l’apertura a dicembre della Arcisate-Stabio» ha ricordato Cattaneo. Oggi, i congressiti visiteranno la galleria di base di Monte Ceneri, cantiere aperto in funzione di Alp Transit e del traforo del Gottardo. Sopralluogo in terra elvetica che servirà per toccare con mano quali e quanti siano gli interventi infrastrutturali di là del confine. Interventi transfrontalieri che riguardano, tra gli altri, il progetto Lu.Ce. , un programma turistico per il Ceresio. E, in prospettiva, per il lago Maggiore.

Da Ispra, dal centro ricerche internazionale, il Comitato europeo delle Regioni rilancia dunque una vera e propria opportunità affinché la Lombardia possa cogliere tutti i vantaggi dello sviluppo regionale integrato. Chiosa Cattaneo: «I frutti della collaborazione transfrontaliera siano un esempio. L’Europa si costruisce così, con strumenti di lavoro che aiutano a realizzare ponti e non muri, come i progetti Interreg e i fondi di coesione».