Ispezioni in azienda«Puntare sulle regole»

La Prealpina - 26/07/2016

Un momento delicato che rischia di gettare nel panico gli imprenditori. Stiamo parlando delle ispezioni in azienda da parte degli organi preposti alla vigilanza in materia di lavoro e di previdenza (Inps, Inail, Direzioni regionali e provinciali del Lavoro, Guardia di Finanza…). Momenti che generano apprensione e diffidenza da parte dei datori di lavoro: è importante conoscere tutte le prerogative e gli strumenti a disposizione per difendere la propria posizione nel caso in cui siano contestate violazioni amministrative.

Questa complessa e delicata materia è stata al centro del convegno organizzato alle Ville Ponti dall’Ordine e dall’Associazione dei Consulenti del Lavoro – Unione provinciale (Ancl-up) di Varese, con l’obiettivo appunto di illustrare le modalità per opporsi ai verbali ispettivi, atto finale dell’iter di accertamento. Secondo la presidente dell’Ordine Consulenti del Lavoro di Varese, Vera Stigliano (foto), «nella nostra provincia gli enti svolgono un ruolo molto importante in termini di individuazione delle irregolarità così come in termini di prevenzione. Abusivismo e violazioni gravi delle norme di lavoro e della sicurezza trovano sì un limite nel lavoro congiunto degli ispettori e forze dell’ordine, ma a tale funzione si affianca il ruolo strategico svolto dai nostri iscritti che pongono la propria professionalità al servizio di imprenditori corretti e virtuosi per la corretta osservanza della legge: tali sforzi contribuiscono a mantenere sicuro e di qualità il mondo del lavoro nei nostri territori».

«La funzione primaria di noi consulenti del lavoro è quella di “educare” le aziende affinché rispettino in pieno le norme legali e contrattuali – puntualizzaFerdinando Butto, presidente di Ancl-up Varese -. Riguardo ai controlli mirati, anche nella nostra provincia la tendenza è sempre più quella di scoprire lavoratori non in regola (cosiddetti in nero), per i quali scattano per le aziende severe sanzioni e in parecchi casi addirittura la sospensione dell’attività. Tutto ciò nonostante attualmente i sistemi d’inquadramento regolare dei lavoratori dipendenti siano molteplici, dal tirocinio al contratto a termine, dal contratto intermittente (o a chiamata) ai voucher (o lavoro accessorio). È da “stupidi” oggi farsi sanzionare per l’utilizzo di lavoratori in nero quindi, cari datori di lavoro, fate attenzione e fatevi assistere dai consulenti del lavoro sempre più esperti».