Invecchia la Gallarate che lavora

La Prealpina - 16/02/2021

Per ogni cento giovani gallaratesi che nel 2020 si avvicinavano al mondo del lavoro, almeno dal punto di vista strettamente anagrafico, 144 erano invece i concittadini che si preparavano ad andare in pensione. Cinque anni prima, nel 2015, a fronte degli stessi cento ragazzi pronti per inserirsi nei diversi ambiti professionali, erano 132 le persone prossime al ritiro. E per ogni cento gallaratesi che lavoravano – o avrebbero potuto farlo in base all’età – lo scorso anno sono salite a 37 le persone in età da pensione.

Il calo delle nascite

Il calo della natalità che nell’ultimo periodo ha iniziato a mostrare i suoi segni in maniera rilevante anche su scala cittadina, tanto da riflettersi sul numero di iscrizioni ai nidi comunali, mostra i suoi riflessi lunghi pure sul ricambio generazionale nel mondo del lavoro. Riflessi la cui proporzione si può stimare sulla base dei dati forniti dall’istituto nazionale di statistica (Istat) che offrono uno spaccato della composizione della popolazione gallaratese in base all’età. Analizzando le cifre dei report Istat si può ad esempio calcolare una sorta di indice del ricambio della popolazione attiva, considerando il rapporto tra coloro che si avvicinano all’età pensionabile (55-64 anni) e quanti invece si preparano ad affacciarsi al mondo del lavoro (15-24). Fatto salvo che non tutti, in entrambe le categorie, un lavoro ce l’hanno o lo troveranno davvero, alla luce di questo indice statistico, la Gallarate che lavora risulta sempre più vecchia.

Quadro generale

La situazione cittadina non è un’eccezione nel panorama italiano. Anzi. I dati che riguardano la città in questo ambito sono del tutto simili a quelli che si ottengono inquadrando la questione in ambito lombardo. Addirittura sono leggermente favorevoli al mondo giovanile se si fa un confronto con il bacino provinciale. Considerando l’intera popolazione del Varesotto, infatti, salgono a 147 coloro che nel 2020 pregustavano il momento di salutare i colleghi, per ogni cento giovani. A Gallarate erano 144. La città dei due galli, invece, si uniforma al resto della provincia per quanto riguarda la proporzione tra chi ha l’età per lavorare e chi invece è troppo giovane o troppo vecchio per farlo.

Avanzano i pensionati

È ancora una volta l’istituto nazionale di statistica a restituire la fotografia che riguarda la proporzione tra ultrasessantacinquenni e persone che potrebbero – almeno in linea teorica – avere un lavoro. Nel 2012 a Gallarate gli over 65 erano il 33 per cento dei gallaratesi tra i 15 e i 64 anni. Ovvero quelli che guadagnandosi uno stipendio possono pagare tasse e pensioni. Lo scorso anno lo stesso rapporto era salito al 37 per cento in città e al 38 su scala provinciale. Di per sé, questo non è un dato negativo. Ad incidere, ad esempio, è il fatto molto positivo che si vive più a lungo. Il punto se mai è che non procede con la stessa incidenza il numero dei bambini che nascono, come mostrano le tavole che hanno censito un calo dei piccini gallaratesi tra 0 e 3 anni, passati da 2.086 nel 2012 a 1.766 nel 2020. Anche la popolazione nelle scuole dell’infanzia inizia a sentire gli effetti del decremento. Bambini, adolescenti e anziani over 65 erano 55 ogni cento gallaratesi potenzialmente attivi nel 2012. La stessa proporzione è salita a 59 su cento lo scorso anno. E il dato è di sicuro al ribasso perché non tutti – tra i 15 e i 64 anni – un lavoro ce l’hanno davvero.