Intesa Sanpaolo mangia Ubi

La Prealpina - 30/07/2020

Le adesioni all’offerta pubblica di acquisto e scambio (Opas) lanciata da Intesa Sanpaolo su Ubi Banca avanzano ancora ma, di fatto, l’operazione è già arrivata in porto con due giorni di anticipo. Alla vigilia della conclusione dell’operazione, le adesioni sono salite al 75,68%, con il 3,8% del capitale di Ubi conferito in un solo giorno.

Con l’operazione ormai in porto, Cà de Sass guarda alle tappe dei prossimi giorni.
Oggi, dopo la chiusura di Borsa, saranno resi noti i dati provvisori dell’adesione.
Entro il 4 agosto saranno comunicati i risultati definitivi dell’offerta così come l’avveramento, il mancato avveramento o la rinuncia delle condizioni di efficacia. Il 5 agosto ci sarà il pagamento del corrispettivo agli azionisti di Ubi che hanno aderito all’offerta. Tra questi ci sono anche tre consiglieri d’amministrazione dell’ex popolare che hanno conferito le loro azioni il 27 e il 28 luglio.


Sarà affrontato a settembre il tema della nuova governance di Ubi Banca. Dai rumors degli ultimi giorni, Victor Massiah potrebbe annunciare già il 3 agosto, in occasione dell’approvazione dei conti del semestre, la decisione di lasciare la guida della banca. Su questo tema, nei giorni scorsi, un portavoce aveva ritenuto inopportuno «fare ipotesi a ops non conclusa», ma comunque è ovvio che in«caso di modifica dell’azionariato di controllo della banca ci sia un cambio di vertice».

Altre tappe importanti saranno la cessione, entro la fine dell’anno, delle
532 filiali a Bper, rispettando le condizioni poste dall’Antitrust, e le attività assicurative a Unipol. Ed infine si arriverà alla fusione di Ubi in Intesa Sanpaolo.

La conquista di Ubi Banca da parte di Intesa Sanpaolo è stata ben accolta negli ambienti finanziari, della politica e dell’imprenditoriale. Gli analisti finanziari di Intermonte ritengono che l’acquisizione di Ubi sarà un catalizzatore «molto positivo per Intesa Sanpaolo sia in termini di utili sia di capitale». Per gli analisti di Kepler Cheuvreux, Intesa è ora in condizione di «procedere con il suo piano che prevede la cessione di alcuni asset selezionati a Bper e Unipol entro la fine dell’anno (per ottemperare ai requisiti antitrust, ndr) e la fusione con Ubi nel 2021».

L’operazione è stata «molto coraggiosa e consolida il sistema bancario del Paese», afferma Giovanni Fosti, presidente della fondazione Cariplo, socia di Intesa con una quota del 4,381%. L’accelerazione al consolidamento del settore bancario in Italia «può venire proprio dal successo della fusione Intesa-Ubi. Questa fusione farà riaccelerare anche altre fusioni e farà muovere altri protagonisti sul mercato», afferma Massimo Doris,
a.d di Mediolanum. Esprime soddisfazione il presidente della Coldiretti, Ettore Prandini, secondo il quale la nascita di un «colosso bancario, al terzo posto nel continente, è un motivo di orgoglio per l’Italia e una ricchezza per il Sistema Paese poiché consentirà alle nostre imprese di cogliere meglio le nuove opportunità che vengono dall’Europa»