Intesa Italia-Svizzera Tempi ancora lunghi

La Prealpina - 31/01/2017

 

La firma doveva arrivare nel 2016 ma, sempre che l’instabilità politica italiana non ci metta lo zampino oppure non si ribalti il tavolo a un passo dalla firma, l’accordo slitterà ai prossimi dodici mesi. Si tratta del bilaterale fra Italia e Svizzera che rappresenterebbe una rivoluzione per i 25.000 frontalieri varesini, che vedrebbero rivoluzionare il sistema di tassazione, rimasto cristallizzato dal 1974 e che tanta ricchezza ha portato sulle Prealpi. Ora è da qualche mese che la situazione è in stallo. Che succederà?

«L’Italia – spiega Andrea Puglia, del sindacato ticinese Ocst – attende che la Svizzera trovi un’intesa con l’Unione europea sull’esito della votazione popolare elvetica, che vorrebbe il contingentamento dei permessi di lavoro per stranieri e andrebbe contro la libera circolazione delle persone. Inoltre l’Italia ha chiesto che il Canton Ticino ritiri le misure ritenute discriminatorie nei confronti dei frontalieri, fra cui l’obbligo di presentazione del casellario giudiziale». Su quest’ultimo tema, comunque, si è già spiegato come in realtà la questione rappresenti la classica pagliuzza in un occhio, mentre nello stesso bulbo oculare c’è una trave, quello del timore di una futura super tassazione per i frontalieri. «In base a quanto sostenuto da varie autorità politiche – aggiunge Puglia – la soluzione a questi problemi potrebbe essere vicina, la qual cosa può far supporre che la firma del nuovo accordo avverrà nel 2017. Al tempo stesso però l’instabilità politica che colpisce l’Italia potrebbe allungare ancora i tempi».

Ci sono margini di intervento viste le proteste sollevate dai frontalieri? «Trattandosi di un accordo tra Stati – conclude il sindacalista – i soli interventi possibili sono a livello politico. Il sindacato, attraverso il Consiglio generale degli italiani all’estero (Cgie), ha ottenuto l’apertura a Roma di un tavolo tecnico sui frontalieri, dove poter discutere varie ipotesi di intervento a tutela dei frontalieri. La speranza è quella di poter strappare più garanzie possibili per limitare le penalizzazioni sul reddito e anzi bilanciarle con nuove tutele».

Ricapitoliamo infine i termini attuali del nuovo accordo a pieno regime mentre, per i primi anni, si applicheranno degli sconti che garantiranno un passaggio graduale: il frontaliere pagherà in Svizzera il 70% dell’imposta alla fonte che paga oggi. L’Italia dedurrà dal reddito tutti i contributi sociali e previdenziali e gli assegni familiari. Si sconteranno inoltre ulteriori 7.500 euro di franchigia fiscale e sul reddito rimanente il fisco italiano calcolerà l’Irpef, detraendo quanto previsto per i carichi di famiglia. Infine dall’Irpef risultante verrà detratta l’imposta alla fonte già pagata in Svizzera. Il contribuente riceverà per posta la dichiarazione dei redditi precompilata con la cifra da pagare.