Intelligenza artificiale e open banking per facilitare l’accesso al credito delle imprese

VareseNoi - 03/12/2021

Il tema dell’Open Banking, cioè quel fenomeno che rivoluziona la possibilità di effettuare transazioni e pagamenti, attraverso la condivisione di dati tra i diversi attori del sistema bancario, è stato l’argomento al centro del convegno a Ville Ponti a Varese organizzato da AIME, Associazione Imprenditori Europei.

Convegno introdotto dal segretario generale Gianni Lucchina e dal vicepresidente Marco Colombo ai quali sono seguiti gli interventi del sindaco di Varese Davide Galimberti, del presidente della Camera di Commercio Fabio Lunghi e degli esperti relatori sul tema, Emanuele Buttà di Banca Aidexa, Michele Manzoni della società di mediazione creditizia Fidilink e Matteo Marchesi, vicesegretario AIME.

L’Open Banking è un nuovo modello che grazie alla tecnologia e all’innovazione riesce a dare risposte veloci e concrete alle aspettative creditizie del mondo imprenditoriale, soprattutto della piccola impresa. A far muovere in questa direzione è stata la direttiva europea PSD2 (Payment Services Directive 2) del 2018, che ha lo scopo di favorire nuova competizione nel mercato e quindi un nuovo modo di fare banca, facilitando privati e imprese.

Attraverso questo nuovo sistema, le banche, previo consenso del cliente, possono diffondere i dati di quest’ultimo ad altre società, in modo da allargare l’offerta di prodotti e servizi.

«Spesso, per questioni di flussi di cassa – osserva Marco Colombo – chi fa impresa si trova costretto a rimandare un progetto o a non riuscire a cogliere le opportunità del momento. Succede, per esempio, nel settore edile, che ha bisogno di denaro per far partire subito i cantieri, assumendo manodopera e acquistando materie prime. Ma a volte capita che si debbano anticipare somme ingenti ancora prima di aver incassato le fatture. Ecco che se da una parte il sistema creditizio “tradizionale” è spesso soffocato dalla burocrazia, molti fanno fatica a ottenere i finanziamenti sperati. Invece oggi la la chiave per contenere la crisi e rilanciarsi è la velocità e battere gli imprevisti sul tempo. Un altro esempio frequente è quello del pagamento anticipato delle forniture che permette all’impresa di negoziare sconti e così di risparmiare: anche in questo caso torna vantaggioso poter disporre di liquidità aggiuntiva».


«L’Open Banking cambierà il concetto di banca per come lo conosciamo oggi – sottolinea Gianni Lucchina – obbligando gli istituti finanziari a offrire servizi tecnologici in continuo aggiornamento, ma soprattutto in un’ottica sempre maggiore di personalizzazione».

Matteo Marchesi nel suo intervento sottolinea come «il ruolo dell’Europa è stato decisivo per l’apertura delle cosiddette API (interfaccia di programmazione e applicazione), cioè un insieme di comandi che consentono ai software di sfruttare le informazioni per creare nuovi servizi. L’obiettivo è andare verso un’offerta il più possibile mirata e tagliata per un target specifico. Secondo alcune indagini, nel settore finanziario le aspettative sono molto alte e per almeno il 93% dei casi ci si aspetta che i consumatori, con continue esigenze da soddisfare, possano accettare facilmente di condividere i propri dati. Ma è chiaro che non tutte le società esterne possono avere accesso alle informazioni delle banche: perché possano essere proposti nuovi servizi, la normativa impone il possesso di alcune certificazioni sulla questione sicurezza con l’obiettivo di mettere tassativamente le transazioni al riparo da malintenzionati e proteggere i clienti».

«L’Open Banking è una soluzione non solo per i privati, ma soprattutto per le Piccole e Medie Imprese. Molte di esse, specialmente in Italia, uno dei primi Paesi al mondo a subire forti restrizioni, dopo un anno devastante a causa dell’emergenza sanitaria, hanno bisogno di sostegno per ripartire – spiega Emanuele Buttà – in Lombardia il 21% delle aziende è a rischio illiquidità e dal 2020 è aumentata la richiesta di finanziamenti (+17%). E’ in questo ambito che Banca AideXa ha creato un servizio di finanziamento istantaneo sfruttando proprio l’Open Banking, chiamato X Instant, un prestito a breve termine che offre immediata liquidità a imprese, ditte individuali e società di persone. AideXa è la prima banca italiana dedicata esclusivamente alle piccole e medie imprese e alle partite iva, nata e resa possibile grazie alla condivisione dei dati bancari dei clienti introdotta dalla PSD2 e dall’utilizzo di tecnologie di intelligenza artificiale e machine learning per l’analisi dei dati, grazie alle quali la modulistica richiesta è ridotta al minimo, poiché per ottenere il finanziamento è sufficiente presentare partita iva, documento di identità, codice fiscale e credenziali del conto corrente».

«Grazie ad un accordo tra AIME, Banca AideXa e Fidilink è stata attivata sul territorio l’iniziativa chiamata X-INSTANT che offre la possibilità alle imprese e alle partite Iva di richiedere un finanziamento per un importo compreso tra 10mila e 100mila euro a condizioni particolarmente vantaggiose, ma soprattutto con la garanzia di ricevere l’accredito della somma in appena 48 ore senza aprire nessun conto corrente» aggiunge Lucchina.

«Il finanziamento viene attivato attraverso la mediazione creditizia di Fidilink – spiega Michele Manzoni- e ha durata di un anno e non prevede fideiussioni personali da parte dell’imprenditore. Sono sufficienti 20 minuti per verificare la fattibilità, l’importo che è possibile richiedere e il tasso d’interesse, dopo di che, se la richiesta viene approvata, in 48 ore l’azienda riceverà il denaro direttamente sul proprio conto corrente. Non sono richieste finalità particolari e ogni azienda potrà utilizzare la somma secondo le proprie esigenze. L’unica condizione necessaria per accedere al prodotto è quella di avere un fatturato superiore a 100mila euro e l’assenza di pregiudizievoli».