Insegnanti frontalieri altro fronte di scontro

TICINO Ma i numeri danno ragione ai pendolari CANTON TICINO – Puntuale come la campanella di inizio delle lezioni, a fine agosto, con l’apertura dell’anno scolastico alle porte, giunge la polemica sugli insegnanti frontalieri in Canton Ticino. Fra essi anche i varesini che, secondo una parte dell’opinione pubblica svizzera, avrebbero la colpa di togliere la cattedra agli omologhi indigeni. Visto il polverone che si solleva ogni anno, sembrerebbe una vera e propria invasione di professori tricolori. Invece, secondo gli ultimi dati disponibili di giugno 2019 illustrati nelle scorse ore dal Consiglio di Stato (il Governo ticinese), in risposta a un’interrogazione della Lega dei Ticinesi, sarebbero soltanto il 3,7%. Insomma, tutt’altro che un’enormità. Su 1.498 docenti attivi nel settore dell’insegnamento, 1.442 sono residenti, 56 sono frontalieri (47 di nazionalità italiana e 9 di nazionalità svizzera), mentre 85 hanno il permesso B, quello di dimora per stranieri. Non solo, dei 56 docenti frontalieri, 38 hanno un rapporto di nomina, 5 un rapporto di nomina e incarico e 13 un rapporto di incarico. Inoltre, 52 di loro hanno un’abilitazione valida per insegnare nelle scuole medie, mentre 4 non sono abilitati. Tre docenti frontalieri, infine, hanno incarichi limitati che vengono eventualmente rinnovati durante il mese di agosto «allorquando, collocati tutti i concorrenti abilitati giudicati idonei, rimangono classi senza docente». Per insegnare alle scuole medie è infatti necessaria l’abilitazione, che non deve necessariamente essere rilasciata dal Dipartimento formazione e apprendimento, ma può essere conseguita in tutte le Alte scuole pedagogiche svizzere riconosciute. Per alcune materie insegnate nel settore medio, ritenuto il numero insufficiente di docenti abilitati, è tuttavia possibile l’assunzione di docenti senza abilitazione. «Quindi – ha spiegato il Consiglio di Stato – qualora un docente abilitato si trovasse in disoccupazione e partecipasse al concorso, fermo restando la sua idoneità a insegnare e la sussistenza di ore libere per la sua materia, verrebbe assunto». Dai dati in possesso emerge che le persone in cerca di impiego iscritte, professione cercata “Docente di scuola media”, sono 10 mentre i disoccupati iscritti sono 5 (valore medio mensile giugno 2018-maggio 2019). Insomma, i frontalieri, ancora una volta, «non rubano il lavoro» praticamente a nessuno. Nicola Antonello