Inquinano le auto, non gli aerei

La Prealpina - 09/01/2020

L’area di Malpensa è inquinata, ma il problema principale sono ancora le macchine. Non gli aerei. Questo è il responso della riunione tenutasi ieri nel tardo pomeriggio. Sea ha infatti presentato in anteprima i dati delle analisi dell’aria che poi saranno pubblicate sul proprio portale ai sindaci del Cuv (Consorzio unitario volontario). Spiega il sindaco di Casorate Sempione, Dimitri Cassani: «Ci hanno presentato i dati delle centraline in più messe durante il Bridge da Sea. Ne esce un quadro interessante che verrà presentato come da nostre richieste in maniera comprensibile a tutti i cittadini nei prossimi giorni sul portale dell’azienda». Non possono infatti essere anticipati i risultati dell’indagine coincisa con la chiusura di Linate e il relativo spostamento dei voli su Malpensa. Cassani si definisce però «sostanziale soddisfatto». E motiva: «I numeri presentati indicano come l’inquinamento non sia direttamente dipendente da Malpensa. C’è ovviamente un’incidenza, ma non è determinante». Questo viene dimostrato dal lavoro dell’agenzia esterna incaricata da Sea di raccogliere anche i dati delle settimane pre Bridge, per una comparazione precisa e comparabile a quella effettuata da Arpa. Dire che il problema principale resta il traffico è quindi dimostrato in maniera evidente dalla centralina posta in prossimità dei decolli (pista 35R), meno preoccupanti nonostante l’incremento dei voli, rispetto a quella posta nelle vicinanze della 336. Di certo non cala l’allerta. Il portale internet dell’Arpa (Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente) ieri riportava numeri poco edificanti sulla qualità dell’aria, riferita ovviamente alla giornata di martedì. Il sito, consultabile da tutti, segnalava come scarso l’indice Iqa. Entrando poi più nello specifico sul livello di Pm10, era attestato a 50 nella media giornaliera, esattamente la soglia limite ammessa per legge. Decisamente più grave invece il dato del Pm 2,5 che indicato in 35 di media giornaliera superava il limite di 25. La tematica della convivenza con l’inquinamento ambientale prodotto dallo scalo è molto sentita a Casorate. Il comitato SalviAmo la Brughiera a dicembre aveva lanciato un’iniziativa per mettersi nelle condizioni di mappare la qualità dell’aria del territorio comunale. Una raccolta fondi ha permesso d’organizzare l’arrivo, previsto a febbraio di cinque dispositivi per la lettura del particolato, l’inquinante dell’aria molto diffuso. Nello specifico il comitato s’è rivolto a una start up milanese, frutto del lavoro di un gruppo di studenti del Politecnico, che produce Arianna, è questo il nome scelto per il vaso da balcone che al suo interno racchiude un sensore di particolato atmosferico (PM).