Inizia la rivincita del commercio al dettaglio

La Prealpina - 31/08/2021

«Nel terziario lombardo i segnali di ripresa sono finalmente incoraggianti, anche in quei settori dove le cicatrici lasciate dalla crisi rimangono evidenti. La fiducia degli imprenditori mostra la volontà di ripartire, ma è importante che non si torni indietro nel percorso di normalizzazione della situazione sanitaria ed economica». Non lascia chiavi di lettura alternative l’analisi dei dati congiunturali del secondo trimestre relativa al settore dei servizi e al commercio al dettaglio a livello regionale effettuata da Gian Domenico Auricchio, presidente di Unioncamere Lombardia. In estrema sintesi, si torna a crescere. Nel terziario lombardo emergono segnali evidenti di ripresa dopo i duri colpi subiti nel corso della crisi: non solo si registra un forte rimbalzo del fatturato su base annua (+29,8% per i servizi e +24,8% per il commercio al dettaglio), quasi fisiologico anche alla luce dei livelli minimi toccati nel secondo trimestre del 2020, ma assumono segno positivo anche le variazioni rispetto al trimestre gennaio-marzo 2021. Infatti, il commercio al dettaglio, recuperando i livelli pre-crisi, è cresciuto del 2,1%, mentre il settore dei servizi ha raggiunto un più che soddisfacente +1,7%. Per dirla con Auricchio, «riprende il percorso di recupero dei livelli di attività, che dopo il rilancio dell’estate 2020 aveva subito una battuta d’arresto in concomitanza con la seconda e la terza ondata di contagi». La crescita appare più intensa in alcuni settori, particolarmente quelli maggiormente colpiti dagli effetti dell’emergenza sanitaria. Nel commercio non alimentare (abbigliamento in primis), per esempio, segnali decisamente incoraggianti provengono da fatturato, scorte, ordini e occupazione. Tuttavia, nonostante l’entità del rimbalzo (+49% in un anno), in questo comparto non sono stati ancora raggiunti i livelli pre-pandemia. Prosegue la tendenza positiva dei servizi alle imprese, del commercio all’ingrosso e dei supermercati e minimarket. Per accoglienza, alloggio e ristorazione la ripresa risulta essere invece ancora incerta. Anche dal fronte occupazionale arrivano buone notizie, con una variazione del numero di addetti tra inizio e fine trimestre pari al +1,5%. Ancora una volta la crescita è frutto soprattutto dei negozi non alimentari (+2,1%), che nel 2020 avevano registrato un andamento negativo.