Inciampo sulla strada del Mondiale

Il Giorno - 28/08/2020

Slitta il sopralluogo per l’assegnazione della competizione ciclistica. Ma Varese continua a inseguire il “sogno“

VARESE di Lorenzo Crespi Erano attesi nel pomeriggio di ieri a Varese i rappresentanti dell’Uci, l’Unione ciclistica internazionale, per una visita ufficiale in vista dell’assegnazione dei Mondiali di ciclismo 2020. La competizione iridata, prevista originariamente in Svizzera, si terrà a fine settembre e l’Uci sta svolgendo in questi giorni una serie di sopralluoghi nelle città che si sono candidate a prendere il posto di Aigle e Martigny, tra cui proprio Varese. Ma uno sfortunato inconveniente ha fatto saltare in extremis l’importante meeting. L’auto su cui viaggiava la delegazione internazionale ha avuto un guasto tecnico, e i dirigenti dell’Uci sono rimasti così bloccati nei pressi di Modena. Non è stato possibile rinviare l’incontro ad oggi, giornata in cui erano già stati fissati altri impegni in Francia, e quindi la visita a Varese sarà solo virtuale. La riunione è stata ricalendarizzata nella mattina di domani, e si terrà in videoconferenza, con i delegati Uci collegati dalla Francia che si confronteranno con le realtà varesine che si sono strette intorno alla candidatura: Società ciclistica Alfredo Binda, Comune e Camera di Commercio. «Siamo stati appesi al filo fino all’ultimo sperando che potessero raggiungere Varese – commenta l’assessore allo sport Dino De Simone – non è stato possibile, ma confermiamo la nostra disponibilità. Domani parleremo con loro e metteremo sul tavolo tutte le questioni, che sono molte e complesse. Ma noi siamo qua». Varese dunque continua a inseguire il sogno mondiale, forte di una candidatura che poggia solide basi sull’esperienza del 2008, quando la città giardino ospitò una delle edizioni meglio riuscite dei Mondiali negli ultimi anni. Tutto aveva funzionato in quell’occasione: organizzazione, percorso, logistica e strutture. E sotto l’aspetto sportivo la kermesse varesina aveva portato bene ai colori azzurri, con la vittoria di Alessandro Ballan all’Ippodromo delle Bettole. Da allora nessun altro italiano si è aggiudicato la medaglia d’oro. Riportare la rassegna iridata all’ombra del Sacro Monte significherebbe dare uno slancio ad un territorio come quello lombardo, fortemente provato negli ultimi mesi. La Società ciclistica Alfredo Binda ha già dato dimostrazione, attraverso la partecipazione all’organizzazione del Gran Trittico Lombardo, di essere in grado di gestire anche la presenza del pubblico nel rispetto delle normative anti-Covid, come si è visto al traguardo di Varese lo scorso 3 agosto. Un mondiale varesino potrebbe essere anche una festa per gli sportivi, con l’auspicio che ci possa essere una nuova soddisfazione per i colori italiani.