In tavola Dop e Igp: Lombardia medaglia di bronzo in Italia

La Prealpina - 08/09/2017

L’asparago di Cantello Igp e i pizzoccheri della Valtellina Igp sono soltanto gli ultimi due prodotti della tradizione lombarda iscritti nel registro europeo delle “Dop” e “Igp”. Con 34 denominazioni la Lombardia è terza in Italia per numero di prodotti food a indicazione geografica (Ig) dopo l’Emilia-Romagna con 45 Dop e Igp e Veneto (38); mentre per il comparto vino è quarta con 42 denominazione dopo Piemonte e Toscana (58) e Veneto (52).

È quanto emerge dal Rapporto Ismea-Qualivita 2016 sulle produzioni agroalimentari e viti-vinicole italiane “Dop” (Denominazione di origine protetta), “Igp” (Indicazione geografica protetta) e “Stg” (Specialità tradizionale garantita). L’impatto economico delle “Dop” e “Igp” nei territori vede tra le prime 20 posizioni una mezza dozzina di province lombarde: prima in regione Brescia (quarta a livello nazionale), con 18 denominazioni che pesano per 401,2 milioni di euro; al settimo posto nella classifica italiana Mantova con 12 Dop e Igp e un impatto di 241,2 milioni; ottava Sondrio (9 referenze e 226,5 milioni); nona Cremona (13 riconoscimenti, 215,3 milioni); 19esima Bergamo (15 e 57,5 milioni); e 20esima Milano (11 e 50,6 milioni).

Nella “Top 20” non c’è spazio per le aziende varesine, anche se non mancano le eccellenze del territorio (solo il food, escluso quindi il vino, vale 11 milioni di euro). A testimoniarlo lo status “Igp” attribuito agli asparagi di Cantello e quello “Dop” al miele varesino e alla Formaggella del Luinese, nonché il vino Igt Ronchi Varesini, la cui area di produzione, interamente in territorio provinciale, si estende dalla catena alpina a Nord e dal Lago Maggiore e il fiume Ticino ad Ovest, in un territorio adeguatamente ventilato e luminoso, che favorisce tutte le funzioni vegeto-produttive delle vigne. A questo va aggiunto il contributo del latte e dei suini made in Varese nella produzione di due formaggi “Dop” come il Grana Padano e il Quartirolo lombardo e dello Zampone di Modena (altro Dop).

Da sottolineare come le filiere agroalimentari “Dop” e “Igp” in Lombardia diano lavoro a 6.236 addetti su un totale nazionale di 80 mila unità, di cui 64.400 operatori maschi (80,5%) e 15.610 femmine (19,5%), la maggior parte dei quali produttori (75.463) e in misura minore trasformatori (7.150).

L’Italia con 291 riconoscimenti nel food (166 Dop, 123 Igp, 2 Stg) e 523 nel wine (405 Dop, 118 Igp) è il Paese europeo con maggior numero di prodotti Ig, seguito da Francia (238 nel food e 432 nel wine) e Spagna (194 e 131). Il Bel Paese detiene inoltre il “record” di nuove registrazioni di prodotti food nel 2016: 13 nuove indicazioni geografiche Ig (di cui 2 Dop e 11 Igp), seguita dalla Francia (12), dalla Croazia e dalla Spagna (entrambe con 7 prodotti registrati nel corso dell’anno), Germania (5), Portogallo (4). Le nuove denominazioni italiane appartengono al settore ortofrutticolo (4), prodotti a base di carne (1), prodotti della panetteria (5), formaggi (1) e oli di oliva (2).