«In piazza Repubblica il mercato com’è oggi non può traslocare»

Dove andranno i cittadini a fare compere al mercato, quando quello attuale in piazzale Kennedy sarà cancellato per i lavori del “piano stazioni?”. Sembra una domanda del futuro remoto, è invece una domanda del futuro prossimo e la discussione dovrà entrare nel vivo a breve. Perché se è vero che i lavori di riqualificazione dello spazio dove attualmente sono ospitate le 200-230 bancarelle, potrebbero cominciare al termine del prossimo anno, è anche vero che una decisione sul futuro del mercato e della sua “fisionomia” va presa prima, discussa, ponderata. A Confesercenti però l’idea di un trasferimento in piazza Repubblica, con una sorta di ritorno al passato, non convince del tutto. A ricordare qual è la posizione di Confesercenti regionale Lombardia, è la direttrice territoriale, Rosita De Fino: «Non vi sono spazi appropriati in piazza Repubblica, se anche si dovesse intervenire con l’eliminazione dei gradoni che ancora vi sono e con la riqualificazione della piazza, non ci sarebbe una metratura sufficiente».

«Nemmeno l’ipotesi di ampliarsi “dietro” l’attuale teatro, mi sembra appropriata, posto che quegli spazi rimangano come sono adesso: gli interventi da fare in quell’area sarebbero molteplici e comunque il numero di bancarelle è enorme». Attualmente infatti vi sono licenze lasciate a 230 ambulanti (con numeri di banchi che variano a seconda dei giorni della settimana da 170 il giovedì a 190 circa il sabato, a 220 circa il lunedì) su un’area, quella di piazzale Kennedy di ben 22mila metri quadrati. È pur vero che il rinnovo delle concessioni, in marzo, potrebbe far diminuire in modo netto il numero globale degli ambulanti.

«Trasferire in centro l’attuale mercato, non è possibile, di certo non in piazza Repubblica», dice Rosita De Fino. «Tutto il mercato, per come è organizzato adesso, non ci sta vicino alla caserma e nemmeno mi sembra praticabile l’ipotesi lanciata da qualcuno di utilizzare proprio l’area dell’ex caserma – continua De Fino -, nemmeno se si radesse al suolo il teatro e si utilizzassero in modo diverso i parcheggi realizzati dietro la struttura». Una soluzione, seppure provvisoria potrebbe essere quella di spostare soltanto la parte alimentare, con un numero dunque limitato di punti vendita. «Bisogna quindi garantire la qualità dei prodotti, che potrebbero essere quelli alimentari tipici, come il miele per esempio, ma non si dovrebbe creare concorrenza con i locali pubblici, con i bar della piazza e della zona, per esempio». Se non dispiace l’ipotesi di bancarelle di prodotti artigianali o di vecchi mestieri, a Confesercenti sembra non piacere affatto l’ipotesi di spostare in centro la vendita di qualunque merce. Un esperimento si può fare, è questa l’opinione in sintesi dell’associazione di categoria, ma va scelta con oculatezza la tipologia «e va data una certa omogeneità agli allestimenti, per esempio utilizzando tende dei banchi tutti uguali». Un tocco di eleganza, insomma, visto che la zona è assolutamente centrale.

Gli operatori, anche in passato, hanno sempre sottolineato di accogliere con piacere il trasferimento in centro dove un tempo c’era il vecchio mercato coperto. Inoltre Confesercenti è consapevole «della difficoltà di trovare una collocazione che non smembri il mercato in più realtà rionali, «perché non è una soluzione che può funzionare» e del bisogno «di non allontanare troppo dalla zona stazione e dai punti di maggiore vicinanza con i trasporti pubblici le bancarelle, perché altrimenti l’intero sistema sarebbe penalizzato, da una parte, e dall’altra i cittadini abituati a frequentare il mercato, che spesso provengono da fuori Varese con i mezzi pubblici, avrebbero difficoltà a spostarsi ulteriormente una volta arrivati nel capoluogo».