In gara per il Parco della Scienza

La Prealpina - 20/04/2017

Nasce la Milano del futuro, o forse è già nata e nemmeno vi facciamo caso. Con Milano cresce la Lombardia, a partire dall’hinterland del capoluogo. Molti gli spunti di interesse socio-economici, che definiscono altrettanti motivi di attrattività internazionale. Tra essi i progetti del post Expo (nella foto), con il Parco della scienza, per il quale hanno già manifestato la loro adesione una quarantina di aziende di alto livello scientifico e tecnologico.

Nomi importanti, conosciuti in tutto il mondo. Eccone alcuni: Ibm, Nokia, Bayer, Roche, Novartis, tutte pronte ad affiancare la loro attività privata di ricerca ai presidi pubblici che troveranno dimora nell’area che ha ospitato l’esposizione del 2015, cioè Human Technopole, il nuovo ospedale Galeazzi, i dipartimenti scientifici dell’Università Statale. Le prospettive sono esaltanti, a cominciare dalle opportunità di lavoro che offriranno i futuri insediamenti, una volta a regime.

Per la sola parte privata si calcola che saranno creati perlomeno 8000 posti, in maggioranza per addetti altamenti specializzati. Una stima che si riferisce però all’attuale fase, ancora interlocutoria e suscettibile di sostanziali modifiche. Quanto si muove attorno ai terreni di Rho-Pero soddisfa Giuseppe Bonomi, ad di Arexpo, la società creata dalla Regione per gestire l’importante partita. Nei giorni scorsi, Bonomi ha presentato una serie di dati per quanto riguarda il Parco dell’innovazione. Innanzitutto le 42 manifestazioni di interesse, che coprirebbero 220mila dei 480mila metri quadrati edificabili e destinati appunto agli insediamenti privati. L’amministratore delegato di Arexpo ha inoltre annunciato che la Regione Lombardia ha stanziato la cospicua somma di150 milioni di euro a fondo perduto per incentivare gli istituti di ricerca, le piccole e medie imprese intenzionate a trovare spazio nel Parco, che presenteranno progetti di alto contenuto tecnologico.

«L’obiettivo di Palazzo Lombardia – ha tra l’altro detto Bonomi – è di sostenere la ricerca e di favorire l’inserimento lavorativo soprattutto dei giovani». Una serie di interventi previsti, per ora sulla carta, che si affiancheranno e si sommeranno a quelli pubblici, come abbiamo detto. Giusto ricordare a questo punto quale potrebbe essere lo scenario, così come prospettato da una recente ricerca dello studio Ambrosetti: in dieci anni e per la sola parte pubblica sarà generato un indotto pari a 7 miliardi di euro per una presenza lavorativa di almeno 40mila persone. Valori destinati ad aumentare con l’innesto dei privati.

Arexpo ha ora in corso la gara per realizzare il cosiddetto masterplan dell’intera area. Al bando hanno partecipato quattro operatori, ma soltanto tre sono stati ritenuti idonei. A loro è stato consegnato un articolato dossier, che contiene tra l’altro le schede delle 42 società intenzionate ad aprire laboratori ed ufficio a Rho-Pero, In pratica, si tratta degli indirizzi per realizzare il progetto definitivo, linee guida formulate al termine di un lungo lavoro di Arexpo con il supporto di esperti della Bocconi, del Politecnico e di uno studio specializzato. Le risposte sono attese entro metà estate. L’aggiudicazione dell’appalto è in programma per l’ autunno.