In Eurojersey 15 dipendenti in smart working

La Prealpina - 16/11/2018

Innovativa esperienza, per la prima volta nel Varesotto, in un’azienda che punta a ottimizzare la produttività e a conciliare i tempi familiari col lavoro: Eurojersey sperimenta lo smartworking. Sono 15 i dipendenti che stanno testando questa forma di lavoro agile (potrebbero raddoppiare a breve) in questa ditta del gruppo Carvico, che esporta in tutto il mondo tessuti hi-tech. Realtà da circa 200 lavoratori, di cui 140 impiegati in produzione e una sessantina negli uffici, Eurojersey ha la missione di portare in tutto il mondo i suoi tessuti tecnici prodotti a Caronno Pertusella. «Per farlo dobbiamo essere rapidi, flessibili, sapere anticipare i trend, offrire prodotti e servizi personalizzati al massimo per ogni cliente», rimarca Matteo Cecchi, direttore commerciale, che racconta come l’azienda ha raccolto la sfida dell’innovazione introducendo lo smartworking: «Le persone coinvolte nella sperimentazione hanno aderito in modo volontario e in base a un accordo definito con dipendenti e Rsu. In pratica, per un giorno alla settimana, possono lavorare da casa organizzando in autonomia impegni e tempi». Le ricadute sono positive sia per l’azienda (maggiore produttività e flessibilità nel seguire i clienti internazionali), sia per il benessere dei lavoratori, che beneficiano di una maggiore conciliazione con gli impegni familiari. Eurojersey si è avvalsa di Methodos, società di consulenza specializzata nell’affiancare le imprese nei processi di change-management organizzativo e culturale, chiamata a mettere a punto un progetto di smartworking strutturato e condiviso.

«Siamo partiti facendo una mappatura dei dipendenti che avrebbero partecipato alla sperimentazione – racconta Maria Vittoria Mazzarini, esperta di smart working di Methodos – L’azienda ipotizzava la partecipazione piena di una quindicina di persone, ma è emerso che i vantaggi dello smartworking potevano essere estesi a circa il doppio». Lo smartworking, infatti, non è applicabile per i dipendenti che lavorano a stretto contatto con la produzione o utilizzano particolari strumentazioni, ma ci sono reparti che possono cogliere significative opportunità. «La sperimentazione è partita con la divisione commerciale, composta da venditori e personale di back office – spiega Matteo Cecchi – Abbiamo dotato i lavoratori degli strumenti adeguati (pc personale e smartphone) per lavorare anche in mobilità, rendendoli autonomi nell’organizzarsi il lavoro». Alla fine dell’anno, sulla base dell’esperienza e valutati i risultati, si estenderà lo smartworking anche ad altre aree aziendali fra cui marketing, amministrazione, programmazione della produzione, acquisti, ufficio stile.