In discesa la disoccupazione – Più posti per donne e giovani

La Prealpina - 01/08/2017

Mercato del lavoro mai così tonico da più di cinque anni
ROMA – La disoccupazione scende, tornando
all’11,1%, intorno ai livelli più bassi da quasi
cinque anni.
E stavolta cala anche il numero dei senza lavoro
tra i giovani, al 35,4%, anche se il dato resta alto:
nella zona euro, dove il tasso generale migliora
al 9,1%, fanno peggio solo Spagna e Grecia.
Ma nella raffica di dati sul mese di giugno la vera
novità è il record registrato dall’Istat per le donne
a lavoro: il tasso di occupazione femminile
non era mai stato così alto dal 1977. Per il momento
però ci si vede accontentare del 48,8%,
che significa meno della metà dentro e il resto
fuori.
Non è però questo il solo picco rilevato, la corsa
dei contratti a termine non si è fermata e siamo ai
massimi dal 1992. Stesso riferimento temporale
vale per i lavoratori autonomi, il popolo delle
partite Iva, però a segno invertito: siamo a un minimo.
Intanto arriva anche la prima stima sull’inflazio –
ne di luglio e con questa un nuovo rallentamento.
L’indice si attesta all’1,1%, il valore più basso
da gennaio, poco sotto la media del’Ue a 19
(all’1,3%). Ma ancora più conveniente è il carrello
della spesa, grazie agli ‘scontì si frutta e
verdura.
Guardando al dato più generale sul lavoro, il saldo
è positivo: giugno si chiude con 23 mila occupati
in più, recuperando in parte il calo di maggio.
Ha dunque trovato posto una fetta dei disoccupati
(scesi di 57 mila) ma una parte è andata a
ingrossare le fila degli inattivi, tra cui compaiono
gli scoraggiati. Per le donne gli indicatori
guardano tutti all’insù. Sono loro a trascinare il
mercato del lavoro.
«Buone notizie», commenta il premier Paolo
Gentiloni, che esprime fiducia nei risultati del
“Jobs Act” e per il ritorno crescita.”«Ora quello
che conta è che la spinta arrivi alle famiglie». Di
risultati importanti”parla anche la la sottosegretaria
alla presidenza Maria Elena Boschi.
Gli esperti, come il presidente dell’Anpal, Maurizio
Del Conte, indicano la ripresa come una
delle cause nell’aumento dei contratti a termie, a
cui si deve per intero l’aumento dell’occupazio –
ne, considerati una forma di rapporto che «anticipa
le fasi del ciclo economico». Non è d’ac –
cordo la Cgil, che riferendosi ai 2 milioni 690
mila dipendenti a tempo, parla di «estrema precarizzazione
». Anche per la Uil «occorre evitare
che le imprese tendano a prolungare, impropriamente,
il lavoro a termine». Secondo le opposizioni
non c’è, infatti, da festeggiare. «Ci batteremo
nelle prossime ore per portare avanti un
provvedimento che reintegri alcune delle garanzie
previste dall’articolo 18», promette Roberto
Speranza (Mdp). La Lega Nord lamenta come il
lavoro creato sia «quasi esclusivamente temporaneo
e stagionale», circoscritto alle vacanze
estive, mentre per il M5s è un bluff totale.
Il ministro del Lavoro Giuliano Poletti, invita a
guardare al confronto su base annua, con l’oc –
cupazione «cresce di 147 mila unità”e da febbraio
2014 di 821 mila, di cui 553 mila“ sono dipendenti
permanenti».