In città con il “bike sharing” Servizio utile. Da migliorare

La Prealpina - 06/07/2017

Avviato ormai quasi dieci anni fa, com’è lo stato di salute del bike sharing a Varese? Lo abbiamo provato, e pregi e difetti non mancano. Il Gimme bike, così come si chiama il servizio, si attiva online sul sito bicincitta.com oppure attraverso la App per telefonino Bicincitta, ma anche recandosi presso l’ufficio Iat del Comune di piazza Monte Grappa. Scegliendo quest’ultima soluzione, non si perde nemmeno troppo tempo. Servono carta d’identità, codice fiscale, bisogna compilare il contratto coi propri dati personali e pagare 10 euro (5 euro di contratto annuale più 5 euro sulla tessera ricaricabile di utilizzo). Bisogna avere la banconota giusta perché, altrimenti, per le operatrici non è possibile dare il resto. In dieci minuti si entra in possesso della tessera. Le responsabili si premurano di spiegare più volte il funzionamento delle colonnine: «Deve avvicinare la tessera, aspettare i tre bip lenti e poi, quando il suono diventa più veloce, può estrarre la bici». La tessera deve essere anche attivata e quindi serve qualche minuto: si saluta lo Iat che promette di richiamare non appena sarà terminata l’operazione. Anche in questo caso, ci vogliono soltanto pochi minuti e arriva lo squillo. Non resta che cercare le colonnine per iniziare a pedalare.

In piazzale Trieste, davanti alla stazione dello Stato e quindi quello che, con l’attivazione dell’Arcisate-Stabio diventerà il punto nevralgico della mobilità cittadina, ci sono solo due bici a disposizione. Lo stallo funziona e, con facilità si estrae la due ruote. Più complicato è rinfilarla nel buco del parcheggio perché bisogna trovare l’esatta angolatura. Poco male. A stonare è invece un cartello rimasto lì dal 2016 che indica il “servizio fuori uso” e può trarre in inganno. Alla stazione delle Ferrovie Nord le biciclette a disposizione sono di più, ma almeno tre colonnine non vanno: suonano ma non liberano la bici. La quarta funziona e pedalare ai 28 gradi di luglio è un piacere. Peccato che fra via Casula e via Tonale, si rischia l’osso del collo un paio di volte, a causa dell’esuberanza degli automobilisti. Si arriva poi in viale Belforte, su una delle poche ciclabili presenti sulle strade della città. Purtroppo, come raccontato più volte, essa è costantemente invasa dalle automobili e bisogna “slalomeggiarci” come se ci si trovasse in una volata del Tour de France. Alla stazione di Gimme Bike della sede territoriale della Regione i “parcheggi” sono quattro. C’è posto e pure una bici a pedalata assistita.

Insomma, il sistema è promosso anche se, come ben sanno i ciclisti varesini, la città e i comportamenti di chi viaggia su mezzi a motore, non sono proprio adatti alle due ruote. Altri problemi? Non mancano. Per esempio, fino a poco tempo fa le biciclette erano dotate di catena e lucchetto. Ora non più. «Bisogna portarselo da casa perché se gliela rubano, deve ripagarla», spiegano allo Iat. Inoltre le stazioni verso il campus universitario e l’Asl hanno una logica ma, viste le salite e i chilometri che vi sono di mezzo, forse sono troppe periferiche, come quella al palazzetto dello sport di Masnago. Tanto che, come conferma un operatore: «Ultimamente il servizio ci pare venga utilizzato un po’ meno e anche gli iscritti calano di anno in anno».

E la pedalata assistita può fare la differenza

 

Gimme Bike è un servizio di biciclette pubbliche messe a disposizione, a partire dai sedici anni compiuti, con lo scopo di agevolare i brevi spostamenti in città e raggiungere più facilmente i principali servizi urbani. La città offre la possibilità di trovare presso le attuali tredici ciclostazioni presenti sul territorio comunale biciclette pubbliche per spostamenti anche con qualche bici a pedalata assistita, particolarmente apprezzate dagli utenti del servizio. Esse si trovano nei pressi di stazioni, ospedali, Asl, campus universitario, teatro, biblioteca, Provincia, Regione, tribunale, piazza Giovine Italia e palazzetto dello sport, nel rione varesino di Masnago. Il sistema elettronico permette il prelevamento della bicicletta ove disponibile e la successiva riconsegna in qualunque cicloposteggio libero, anche diverso da quello del prelievo.

Il servizio di prelievo e posteggio bici è attivo tutti i giorni, a partire dalle ore 6 e finor alle ore 24 (a parte le eccezioni alla biblioteca e in Regione, dove si chiude alle 18). La quota di iscrizione annuale è di 10 euro (inclusi 5 euro di ricarica) con particolari agevolazioni previste per under 25, over 65 anni, famiglie e utenti del servizio di trasporto pubblico.

Anche la voce “costi” è presto spiegata: gratuità per la prima ora poi, ogni sessanta minuti, si va a salire da 50 centesimi a 1 euro e 2 euro. Mentre per la pedalata assistita la gratuita è solo per la prima mezz’ora e si raggiunge un massimo di 3 euro. Per l’avvio del sistema di assistenza alla pedalata bisogna verificarne l’attivazione premendo il pulsante sulla destra del manubrio, mentre sulle bici elettriche più recenti si preme il pulsante sul portapacchi. Durante il percorso dalla ciclostazione di partenza a quella di arrivo si ricorda che le soste intermedie al di fuori delle colonnine rimangono soggette alla decorrenza della tariffa oraria. Per eventuali segnalazioni o informazioni tecniche relative alle modalità di funzionamento si deve contattare dal lunedì al venerdì dalle ore 8 alle 14 il telefono 0332-255350, oppure con una email a gimme.bike@comune.varese.it.