«In 70 anni non è cambiata la nostra vera missione»

La Provincia Varese - 27/03/2017

Oggi, a Ville Ponti, alle 18.30, Confagricoltura Varese festeggia 70 anni. «Settant’anni in cui è cambiato il mondo come se ne fossero passati 700» afferma Pasquale Gervasini, presidente di Confagricoltura Varese, raccontando i 70 anni della prima associazione di agricoltori della Provincia nata – come Unione Agricoltori – nel 1947.

«In questi anni abbiamo assistito a una evoluzione straordinaria della società, della politica e dell’agricoltura – afferma Gervasini, che è alla guida dell’associazione da 25 anni – Pensiamo al pianeta: 70 anni fa eravamo due miliardi e mezzo, di cui un miliardo era sotto alimentato malgrado ci fossero molte persone dedite all’agricoltura. Oggi siamo in 7 miliardi, di cui 6 correttamente alimentati. Nel 2010 saremo 9 miliardi di persone e l’agricoltura dovrà nutrire tutte queste persone pur con una riduzione delle superficie agricole del 25 per cento. Questa sfida, più nel piccolo, riguarda anche le nostre aziende di Varese che devono continuare a fare agricoltura con sempre meno suolo a disposizione. Come? Con innovazione, ricerca, ingegneria genetica e selezione di razze. È vero che l’agricoltura è cambiata, “inventandosi” attività parallele come le agro energie, ma la missione principale rimane quella di produrre alimenti, e deve continuare a farlo».

A livello provinciale, cosa è cambiato nelle aziende agricole della provincia in questi 70 anni?

In questi 70 anni l’industrializzazione ha sottratto braccia e menti all’agricoltura. Il terziario e la distribuzione le hanno tolto la terra. I suoli agricoli della Provincia nel 1982 erano 32 mila ettari, adesso sono 13 mila. Ma settanta anni fa in un’azienda agricola c’era il contadino, adesso c’è un imprenditore che fa investimenti, ricerca e scelte innovative. Il mondo è cambiato, ma sono rimasti uguali i nostri valori, il primo dei quali è l’indipendenza politica: al centro dei nostri interessi c’è solo l’impresa.

Nonostante il ridimensionamento dei suoli agricoli, continua a essere fiducioso nel ruolo del settore primario nella provincia?

Malgrado tanti fattori siano stati avversi, l’imprenditore in questi anni è riuscito a dare vita a nuove imprese. Pensiamo agli agriturismi, che hanno il pregio di avvicinare il territorio rurale alla città. Ovviamente in provincia di Varese non si può fare agricoltura estensiva, ma gli imprenditori agricoli sono riusciti a conquistare i traguardi delle Dop della formaggella e del miele e dell’Igp dell’asparago e del vino. A Varese l’occupazione nel settore agricolo è in crescita nonostante le aziende siano diminuite, cosa che costituisce un motivo di orgoglio per il nostro settore.

Qual è una importante battaglia condotta da Confagricoltura Varese in questi anni?

Il mantenimento delle agevolazioni contributive per le aziende che operano nelle zone svantaggiate, quindi nel nord della nostra Provincia. La reddittività nelle zone di pianura è di molto superiore alla nostra. Ma noi ci siamo battuti con successo, chiedendo e ottenendo che nella zona prealpina rimanessero in vigore le parziali esenzioni contributive, senza modificarne i parametri.

Il settore agricolo in Provincia ha margini di crescita?

Sicuramente. Per esempio, andando ad incentivare la produzione dei prodotti della caseificazione del latte di capra e del miele. Noi in provincia di Varese non possiamo sfamare il mondo, ma possiamo creare sinergie con l’ambiente, cosa che costituisce una chiave di sviluppo dell’agricoltura nei prossimi anni. Per quanto riguarda i nostri prodotti, un bel banco di prova sarà questa sera, quando lo chef Venanzio Pedrinelli porterà in tavola un intero menù a base di alimenti provenienti dalle aziende di Confagricoltura Varese.