Imprese lombarde più forti ma le banche si fidano poco

La Prealpina - 17/01/2018

 Aziende più forti, molte delle quali con performance in miglioramento, e fallimenti in calo. È la fotografia della Lombardia targata 2017, secondo i dati raccolti ed elaborati dall’Osservatorio Assolombarda-Cerved. Nel secondo trimestre del 2017, le imprese lombarde hanno proseguito il proprio percorso di rafforzamento e consolidamento: il tessuto produttivo lombardo sopravvissuto alla crisi è oggi più solido rispetto allo scorso anno, con un maggior numero di imprese che mostrano un profilo di rischio più robusto. Un trend che viene confermato da un dato ancora più recente: secondo il Cerved Group Score1, a settembre 2017 il 61,2% delle imprese lombarde presenta un grado di rischio di default molto basso (area sicurezza) o comunque contenuto (area solvibilità): una percentuale in ulteriore aumento rispetto al 59,8% di settembre 2016. Questi segnali positivi sono accompagnati anche da un altro elemento importante: le procedure fallimentari hanno fatto un’ulteriore marcia indietro , con un calo pari al 13,4 per cento rispetto allo stesso periodo del 2016. Ma va detto che permangono anche indicatori che evidenziano delle difficoltà non del tutto superate. Infatti, sebbene nel secondo trimestre del 2017 l’andamento dei prestiti alle imprese si confermi stabile (230,2 miliardi di euro), se rapportato allo stesso periodo dell’anno precedente mostra una contrazione del -2,1%, con la positiva eccezione del settore industria (+0,5%).

«“Dagli ultimi dati economici emerge un consolidamento dell’economia lombarda – sottolinea Renato Carli, Presidente Gruppo Tecnico Credito e Finanza Assolombarda e delegato al Tavolo Banche –. Infatti la fiducia del manifatturiero sale ai massimi dal pre crisi. In un contesto così favorevole, i prestiti alle imprese registrano una ulteriore contrazione, ritardando ulteriormente il recupero dei livelli pre crisi. Se però guardiamos olo all’industria, la Lombardia risulta l’unica regione con segno positivo in termini di prestiti. D’altro canto il credito resta ancora uno dei nodi su cui lavorare, oltre al fatto di rendere i canali paralleli al sistema bancario sempre più attraenti, semplici e fruibili dalle imprese che, in uno scenario in continua evoluzione, dovranno orientare le proprie scelte di finanziamento anche verso strumenti e operatori non bancari». Intanto, nel primo semestre dell’anno infatti si consolida in Lombardia la diminuzione dei fallimenti con l’apertura di 1.327 nuove procedure, segnando un -13,4% rispetto allo stesso periodo del 2016. La diminuzione è diffusa in tutti i settori dell’economia con tassi di calo a doppia cifra, trainati dall’industria (-21,4%). Nella prima metà dell’anno le procedure concorsuali non fallimentari lombarde registrano invece un aumento del +5,5% rispetto alla prima metà del 2016, trainate da servizi e costruzioni.