«Imprese e Paese insieme per vincere la sfida globale»

La Provincia Varese - 31/05/2016

«Parlare di innovazione non è retorica, al contrario, è una sfida alla quale non ci possiamo sottrarre»: Vincenzo Boccia, neo-presiedente di Confindustria che ieri a Malpensafiere all’assemblea generale dell’Unione Industriali varesina ha fatto, come da tradizione, il suo primo discorso pubblico dopo la sua elezione, ha proseguito nella scia della sfida lanciata da Riccardo Comerio, presidente di Univa nella sua relazione. Le imprese e il Paese devono lavorare e confrontarsi per tracciare la strategia più coerente con le sfide del futuro: una sfida che è già partita e che si chiama Fabbrica 4.0. Dobbiamo lavorare tutti per avere un’industria più innovativa, sostenibile e interconnessa: «Un’industria competitiva, pronta a giocare la sfida della competizione globale – ha sottolineato Boccia – e per realizzare questo modello di industria serve una moderna politica industriale». Un punto di partenza che chiama a raccolta le priorità delle imprese ma anche del Governo e di tutti gli enti e che si poggia su una forte convinzione: «Il manifatturiero è la sala macchine dell’economia del nostro Paese e senza un manifatturiero in salute rischiamo di arenarci». Per questo il suo rilancio deve restare una priorità: «Rilanciare il manifatturiero è centrale per contrastare la bassa crescita e la perdita di competitività». Ma la crisi ha anche imposto la nuova via che deve percorrere questo rilancio, ha ricordato il leader di Confindustria: «La crisi ci ha impartito una lezione che deve rimanere scolpita nelle nostre menti: soltanto chi ha intrapreso la strada della qualità ha superato il guado». Ma la crisi ha anche mostrato tutte le debolezze di un modello che ora rischia di non funzionare più: «Piccolo non è bello in sé, piccoli si nasce ma poi bisogna crescere». Crescere in dimensione, in qualità e attraverso l’innovazione, e in questo «il manifatturiero si impone di affrontare subito una grande sfida: Industria 4.0, la quarta rivoluzione industriale». «Nella sfida della quarta rivoluzione industriale dobbiamo lavorare con il Governo, con il quale siamo pronti a confrontarci, per realizzare una politica industriale all’altezza del nostro Paese, fornendogli tutto il nostro bagaglio di esperienze e competenze». Perché, ha ricordato Boccia «l’innovazione non può e non deve essere monopolio solo di noi imprenditori deve permeare il mondo di pensare e di essere di tutti: a partire dalle nostre istituzioni». La collaborazione deve portare tutti verso obiettivi comuni: il rilancio del Paese. Se tutte le nostre imprese funzionano, il Paese prospera: «Su Finmeccanica (che l’India intende inserire nella Black list locale per le forniture delle commesse militari) – ha dichiarato a margine dell’assemblea Boccia – seguiremo la vicenda con attenzione, sono questioni di interesse nazionale». Il Paese ha dunque bisogno di riforme e una politica industriale di lungo periodo deve essere la priorità: «Abbiamo avviato alcune riflessioni e prima dell’estate intendiamo presentare un progetto di politica industriale condiviso con tutto il sistema» ha spiegato Boccia. «Aumentare la produttività di tutti i fattori deve essere la stella polare delle nostre azioni». E ne ha indicate alcune fondamentali: «Sosteniamo la domanda di innovazione delle imprese», ricordando che «solo la stabilità e la certezza delle prospettive può dare fiducia agli imprenditori e spingerli a investire». Bisogna poi creare un ponte fra ricerca a imprese: «Facilitiamo il trasferimento di conoscenza: e per trasferire l’innovazione nelle imprese, ricercatori e imprenditori devono potersi incontrare e studiare soluzioni». Infine l’importanza della formazione del capitale umano «perché Industria 4.0 e del futuro ha al centro le persone». E su questo il nostro territorio, che per volontà degli industriali ha fondato 25 anni fa la Liuc, ha molto da dire: «Serviranno nei prossimi anni sempre più figure al passo coi tempi – ha commentato Gianni Brugnoli, vice presidente di Confindustria con delega al capitale umano – e dobbiamo lavorare ora per intercettare il cambiamento e trasferirlo nella formazione dei giovani».