Imprese di Costruzione: Insieme per costruire in qualità*

La Prealpina - 07/07/2017
  • di Juri Franzosi, direttore Ance Varese

L’impresa di costruzioni è ancora il fulcro della nostra filiera produttiva? Crediamo di sì.

Costruire con qualità chiede la presenza di un soggetto imprenditoriale capace di gestire il processo produttivo edile. Tante le figure professionali, spesso fortemente specializzate ma, analogamente a quanto accade nella manifattura, occorre una    ”regia” che orienti e gestisca le fasi della produzione, a garanzia del buon risultato, fino alla consegna delle chiavi. Non dobbiamo attardarci, proprio noi costruttori, a difendere spazi di inefficienza, resistendo al cambiamento in nome di un abitudine o dei bei tempi andati. Ma abbiamo bisogno di clienti sempre più consapevoli, capaci di valutare, insieme al progettista e all’impresa, valore ed efficacia delle soluzioni proposte.

Quando acquistiamo un auto o un personal computer ognuno cerca di ottenere il maggior numero di informazioni possibili, così che l’acquisto sia consapevole. Si attribuisce un valore al quel prezzo, cercando di capire quali sono le ragioni che generano quotazioni diverse per prodotti apparentemente simili. Così non accade, ed è un enorme paradosso, quando si acquista casa, il bene in assoluto più costoso. L’avanzamento tecnologico rende possibile oggi quanto prima era solo desiderabile. Ognuno oggi può chiedersi: è salubre l’ambiente in cui vivo? Quanto mi costa l’energia che serve a rendere l’abitazione fresca d’estate e calda d’inverno? Quali risultati, anche economici, posso ottenere dalla manutenzione della mia casa? Cosa posso fare per elevare il livello di comfort? Come desidero che sia realizzata la mia nuova abitazione? Quali sono le tecnologie disponibili e qual è il loro effetto in termini di costi e benefici? La mia casa è sicura? Che cosa accadrebbe in caso di terremoto? Grazie alla sollecitazione di alcuni imprenditori e all’esperienza dei colleghi veronesi, abbiamo preparato il terreno perché possa esserci, nel corso del 2017, la prima edizione varesina di “CQ, Costruire in Qualità”.

Non saremo soli. Il progetto coinvolge le realtà provinciali dell’Ordine degli ingegneri, dell’Ordine degli architetti, del Collegio dei geometri, del Collegio dei periti, e le associazioni imprenditoriali della filiera delle costruzioni, come Confartigianato Imprese e Cna. Perché è necessario parlare la stessa lingua e creare una community sul territorio, capace di attrarre al cambiamento tutti i soggetti che desiderano scommettere su una nuova fase di crescita, diversa, forse più difficile, sicuramente affascinante e che apre nuovi segmenti di mercato, popolati da clienti più esigenti e più attenti al valore del prodotto edilizio. Ripartiamo così dai fondamentali, quella conoscenza tecnica che consente all’impresa di costruzioni di gestire al meglio il processo produttivo, puntando sulla conoscenza dei materiali, delle tecnologie, sul loro uso corretto. Ripartire dai fondamentali ovvero riscoprire la responsabilità. Quando si esercita una responsabilità? Quando, partendo dall’etimologia della parola, si risponde alla sfida che la realtà pone? Quando la stella polare della nostra azione è la conoscenza e, quindi, la professionalità. Non vogliamo chiederla innanzitutto ad altri. Vogliamo partire da noi e dalle nostre imprese. Desideriamo accettare la sfida del cambiamento. Un amico mi ha suggerito una frase del poeta inglese Wystan Hugh Auden: “Non avete bisogno di vedere ciò che uno fa per sapere se è la sua vocazione, dovete solo guardare i suoi occhi: un cuoco che prepara una salsa, un chirurgo che pratica un’importante incisione, un impiegato che compila la lista delle merci scaricate al porto hanno tutti la stessa espressione rapita, dimenticando se stessi in un compito. Quanto è bello questo sguardo perso nell’oggetto”. L’augurio è sorprendere nell’altro questo sguardo, segno di trasporto e di passione per ciò che si costruisce per sé e per tutti.