Imprenditori italiani in fuga verso il Ticino

La Prealpina - 21/12/2018

Il Ticino continua a soddisfare le imprese italiane, o comunque imprenditori italiani, che decidono di varcare la frontiera in cerca di stabilità professionale. A indicarlo sono i dati appena pubblicati dall’Osservatorio delle dinamiche economiche (O-De), strumento di ricerca, analisi e divulgazione della struttura dell’economia del Cantone Ticino, con particolare attenzione al mercato del lavoro. L’analisi dell’ultimo trimestre 2018 dimostra che è cresciuto leggermente (+29 unità) il numero netto di imprese iscritte nel registro di commercio del Cantone Ticino.

«La variazione positiva – scrivono dall’Osservatorio – è̀ inferiore rispetto a quella registrata nel trimestre precedente mentre è superiore rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno. Considerando il trimestre precedente, si è̀ notevolmente ridotto sia il numero delle nuove iscrizioni sia il numero delle cancellazioni».

Ancora, in relazione alla nazionalità del management delle nuove imprese iscritte, circa la metà̀ è composta da soggetti di nazionalità svizzera mentre gli individui con passaporto italiano o svizzero-italiano rappresentano rispettivamente il 39% e 9%, in aumento rispetto allo scorso trimestre. Forse ha inciso un certo timore per i provvedimenti che il Governo stava varando per le piccole medie imprese o forse c’è più semplicemente la voglia di alleggerirsi di un’eccessiva burocratizzazione del mercato del lavoro. «Sulla proprietà̀ delle imprese iscritte – segnalano gli indicatori – la maggioranza relativa dei soci o proprietari ha nazionalità italiana (47%) mentre il 45% ̀ svizzera. Emerge inoltre come le imprese costituite da soci di nazionalità prevalentemente italiana si localizzino principalmente nei comuni di Lugano, Mendrisio e Chiasso mentre le imprese costituite principalmente da soci di nazionalità svizzera prediligano i comuni di Lugano, Bellinzona e Locarno».

In merito alla composizione settoriale, si è̀ osservata una contrazione del numero di imprese operanti nel settore finanziario-assicurativo e delle attività di gestione immobiliare mentre è̀ cresciuto il numero delle imprese professionali, tecniche e scientifiche, sanitarie-sociali. Sostanzialmente stabile è stata invece l’evoluzione degli altri settori. Sono inoltre diminuite, su base sia trimestrale sia annuale, le liquidazioni a seguito di fallimento. La contrazione nel settore finanziario e assicurativo è in parte dovuto alle nuove regole fiscali e di finanza internazionale che anche la Confederazione ha deciso di rispettare, portando “in chiaro” attività prima coperte da una serie di vincoli e segreti. Questo ha spinto alcuni a portare via dalla piazza finanziaria ticinese i propri interessi e i propri denari. Il Centro di studi bancari svizzero ha scattato una fotografia del settore a dieci anni dallo scoppio della crisi finanziaria internazionale: rispetto al 2008, in Canton Ticino gli istituti – che erano 77 – sono diminuiti quasi della metà (nel 2017 ne restavano 42), gli sportelli sono un terzo di meno (184) e solo nel 2018 anno sono andati persi 240 impieghi in un bacino di meno di 5 mila unità.