Imprenditori insieme. Per crescere

La Prealpina - 17/07/2017

E’ passato poco più di un anno dalla unificazione delle tre associazioni di Varese, Busto Arsizio e Saronno della Compagnia delle opere nella nuova Cdo Insubria, che è diventata una associazione di 1400 iscritti.

Chi ha fatto partire questo progetto non voleva che l’incremento di efficacia e di efficienza nella prestazione dei servizi agli associati andasse a detrimento della presenza territoriale, ma anzi, ha dato una forte spinta allo sviluppo delle relazioni tra gli associati, con l’intendimento dichiarato, che da un incontro e dialogo strutturato e continuativo tra imprenditori, professionisti e manager, su temi attinenti al proprio operare quotidiano e alla propria responsabilità sociale, ognuno possa trovare: un accrescimento personale, soluzioni innovative per la propria azienda e un contributo originale alla costruzione del bene comune.

Con il supporto della struttura organizzativa di Cdo Insubria, a Varese sono nati e stanno operando da un anno due tavoli di lavoro stabili.

In questo contesto si è svolto a Brunello un convegno della delegazione varesina che ha inteso, tra l’altro, tirare le somme di questo periodo di ri-start up dell’associazione.

Il tema dell’incontro è stato: “Capacità acquisite, talenti naturali, doti umane, educazione: cosa serve veramente per essere imprenditori, collaboratori, professionisti, che vivono il lavoro come compimento della propria umanità?”. Non ci si stupisce della lunghezza e scarsa sintesi del titolo solo se si considera che nasce da due esperienze vissute nell’ambito dei due tavoli di lavoro. Esperienze che sono state commentate da Giorgio Vittadini (foto) presidente della Fondazione per la sussidiarietà e già presidente nazionale di Cdo. Già l’anno scorso a settembre Cdo Insubria aveva invitato al tavolo della Liuc Vittadini e il vicepresidente di Confindustria Giovanni Brugnoli per confrontarsi sul tema del capitale umano e dei suoi fattori di accrescimento come premessa indispensabile per la ripresa di competitività nel mondo in continuo cambiamento.

Da lì, il confronto è continuato nei due tavoli e da una parte è nato un corso di formazione per imprenditori, dirigenti e collaboratori, che, come ha raccontato Andrea Azzimonti di Roda, ha contribuito alla conoscenza reciproca tra chi vi ha partecipato e di mutua comprensione dei diversi punti di vista tra collaboratori e chi dirige l’azienda. Azzimonti, in un passaggio ripreso da Vittadini come esempio di incremento di competitività possibile per tutti, diceva: «con la conoscenza reciproca sono nate possibilità di business a differenza del passato in cui prima si fa business e poi, se mai, ci si conosce».

Uno scambio di riflessioni a cui Vittadini ha risposto sottolineando una delle cose più importanti: alla domanda “c’è un metodo che aiuta alla valorizzazione dell’azienda e quindi il suo sviluppo non dimenticando il capitale umano?” la risposta è no all’idealismo che sacrifica tutto all’idea precostituita di business , sì al realismo che valorizza e parte da ciò che di buono e positivo si presenta anche in un percorso imprenditoriale. Dall’altra parte la riflessione nata a settembre dal suggerimento di Brugnoli di non trascurare dallo sviluppo della professionalità le maestranze operaie, la cui mancanza sta diventando un fattore critico per la manifattura, ha condotto Roberto Pedron della Valigeria Lombarda, ha rendersi promotore di un corso di formazione per apprendisti pellettieri. Questo corso è nato nei primi mesi di quest’anno e si sta già lavorando perché il prossimo anno si apra un secondo corso.

Roberto Pedron, che realizza borse per i più importanti marchi del lusso, vuole raggiungere il doppio scopo di mettere a disposizione la propria esperienza e quella della sua azienda a giovani che così acquisirebbero una alta professionalità in un settore dove le capacità italiane sono richieste e ambite, mentre dall’altra parte verrebbe rinverdita la forte tradizione industriale di Varese in questo settore. Con questo incontro si conclude anche la mia presidenza della delegazione di Cdo Varese. Abbiamo infatti deciso che vi sia una turnazione a condurre la delegazione locale per continuare a mettere a disposizioni di tutti nuova energia e visioni da parte di chi si succederà alla presidenza.

È un motivo di grande soddisfazione e orgoglio che per il prossimo anno abbia accettato di presiedere la delegazione Corti, presidente di Elmec, una delle realtà imprenditoriali di maggior successo dell’area varesina.