Imprenditori con le tasche piene soltanto di problemi

Solo pochi giorni fa è stato eletto per acclamazione – e per la seconda volta – alla presidenza nazionale di Confartigianato. Ora, Giorgio Merletti,come è nel suo Dna, esce subito allo scoperto e mette le cose in chiaro con i rappresentanti del governo. Impossibile oggi sapere chi sarà chiamato a rispondere alle sue richieste, ma l’importante è far sapere subito le posizioni dei suoi imprenditori. «I piccoli imprenditori artigiani – dice Merletti proprio dalla sua Varese – ne hanno le tasche piene, ma purtroppo solo di problemi. Io giro l’Italia e i miei artigiani sono preoccupati. Burocrazia, credito, semplificazione. queste sono le solite cose. Bisogna risolverle, però, tutti insieme, trovando una strategia comune. Parlarne non basta».

Insomma, Merletti chiede al governo provvedimenti concreti, anche forti. E usa una metafora chiarificatrice: «Oggi è come se mi sintonizzassi su una radio per ascoltare le canzoni degli anni Sessanta. Invece è il momento di pestare sulle tastiere e di passare al rock pesante».

E’ determinato, Giorgio Merletti, e la sensazione è che non intenda arrendersi nella sua battaglia a sostegno delle Pmi, indipendentemente dal futuro inquilino di Palazzo Chigi.

«La politica non si interfaccia più con le comunità – spiega ancora Merletti- ma si ricorda eccome delle piccole e medie imprese quando c’è da votare. Confartigianato, invece, non salta sul carro di nessuno. I nostri imprenditori lavorano perchè ci mettono del loro, non perchè aspettano gli incentivi del governo».

La ripresina – secondo il numero uno nazionale degli artigiani – lentamente sta avanzando, «però lo dovrebbe capire anche la politica del territorio. I piccoli imprenditori lavorano e danno da lavorare. Ma se tu mi porti Renzi solo nelle altre aziende, che idea dai dell’imprenditoria italiana? E teniamo presente anche che il Jobs Act è stato solo un sedativo per l’economia: l’imprenditore assume se ne ha bisogno, non se una risorsa costa meno».

I cardini del suo operato per i prossimi quattro anni, dunque, sono chiari. E, al primo posto, resta sempre il rapporto diretto con il territorio. «Dobbiamo insistere e lavorare sui territori – dice con fermezza – andare oltre la dimensione nazionale, regionale o provinciale, perchè produrre nelle valli del Luinese non è come produrre a Gallarate. Dobbiamo portare le imprese in rete, ma ai governi che verranno dico : le imprese devono produrre in Italia, devono ritornare qui».