Imf chiede il concordato in continuità

L’ennesima tegola della crisi si abbatte sul varesotto, in un’area, tra l’altro, in cui occupazione e industria hanno già avuto pesanti contraccolpi. L’area è quella del Luinese e questa volta a cedere sotto i colpi di calo di commesse e difficoltà finanziarie è la Imf (impianti macchine per fonderia) di Luino. Ieri , infatti, l’azienda ha presentato ufficialmente al tribunale di varese la domanda per l’ammissione alla procedura di concordato in bianco di continuità.

«Purtroppo in questo ultimo mese e mezzo la situazione è precipitata – spiegaFrancesca De Muso, responsabile Fiom per la zona dei Laghi – e di fronte alle difficoltà finanziarie questa è diventata l’unica strada possibile per far proseguire l’attività dell’azienda. Certo è che il percorso sarà tutto in salita». I più preoccupati, naturalmente, sono i 127 dipendenti che già da un anno erano in regime di cassa integrazione straordinaria.

«Per la verità lo strumento della cassa integrazione – continua la sindacalista Fiom – è stato utilizzato con molta oculatezza, andando a pesare in modo contenuto sui budget aziendali. Ora la cassa scadrà a luglio ed è necessario trovare una via di uscita». Il primo passo, nel momento in cui il Tribunale avrà il via libera alla procedura, sarà quello di cercare un acquirente o, per lo meno, un investitore: un cavaliere bianco che metta a posto i conti e garantisca il prosieguo dell’attività industriale, Rumors insistenti dicono che le manifestazioni di interesse non mancano, ma è chiaro che poi bisognerà vedere cosa accadrà alla prova dei fatti.

«E’ evidente che il nostro primo impegno – conclude Francesca De Musso – sarà quello di vigilare affinchè i livelli occupazionali siano mantenuti intatti». Il percorso è soltanto all’inizio.