Il welfare diventa verde e va in fattoria

La Prealpina - 16/07/2020

Dai primi centri estivi rurali per i bambini agli agriospizi, fino all’ortoterapia e la pet therapy. Per sostenere le famiglie in difficoltà, gli anziani, i bambini, i disabili e le fasce più disagiate della popolazione travolte dalla crisi generata dall’emergenza coronavirus scende in campo la prima rete nazionale delle fattorie sociali di Coldiretti per offrire nuovi servizi di eco-welfare nelle campagne dove all’aria aperta è più facile il rispetto del distanziamento e minori i rischi di contagio. E’ quanto emerge dal primo rapporto di Coldiretti dedicato a “La vera agricoltura sociale fa bene all’Italia” presentato alla presenza del presidente della Coldiretti Ettore Prandini e del ministro delle Politiche agricole Teresa Bellanova. Lungo tutta la penisola sono circa 9mila le fattorie impegnate nel sociale con un aumento di 7 volte dal 2013 in grado di offrire oggi un valore di servizi sanitari ed educativi che ha raggiunto il miliardo di euro ,secondo le stime della Coldiretti.

«Nell’ultimo anno – spiega la Coldiretti – oltre 40mila famiglie hanno usufruito dei servizi nati grazie all’impegno sociale degli agricoltori con azioni di aiuto e sostegno a disabili motori e cognitivi, a persone con autismo, a detenuti ed ex detenuti, a minori disagiati o con difficoltà di apprendimento, a donne vittime di abusi, ad anziani, a persone con problemi relazionali oppure con dipendenze fino ai disoccupati e agli stranieri». Secondo Coldiretti è in corso una crisi collettiva nazionale trasversale per demografia e lavoro senza precedenti dai tempi del dopoguerra. «Grazie agli agricoltori si realizzano progetti che offrono servizi di qualità a persone svantaggiate con percorsi di integrazione e formazione che spesso sfociano in contratti di lavoro che restituiscono dignità e traiettorie di futuro» c il presidente della Coldiretti Ettore Prandini.

«Oggi produrre in agricoltura – aggiunge anche il presidente della Coldiretti prealpina, Fernando Fiori – non vuole dire soltanto portare le eccellenze del Made in Italy sulle tavole, ma rispondere a precise necessità della società in diversi ambiti, compreso il welfare verde».