IL VOTO / Stufi regina davanti a Ferrero

La Prealpina - 09/05/2017

Campioni, club storici, talenti sul palco delle Ville Ponti per il 6° premio Varese Sport. Applausi a Umberto Gandini, a.d. della Roma e “Varesino vincente”, Andrea Azzalin, ex preparatore del Leicester, Canottieri Varese per i suoi 90 anni, Piede d’Oro per i suoi 35 anni, Luino Volley, il collega Sergio Gianoli per i 30 anni di carriera, l’ex calciatore Mavillo Gheller, Insubria Calcio. Premio Varese Sport a Federica Stufi (Uyba) davanti a Ferrero (OJM) e Gallo (BPM).

 

La ricetta di Gandini: «Creatività»

Forse non è un caso che le “anime” dei primi due club della serie A siano nati e cresciuti a Varese, culla di sport, grandi eventi e straordinari campioni. Di sicuro non è un caso che nel giro di poche ore la “città giardino” abbia scelto di riconoscerne la qualità delle rispettive carriere e la valenza degli speculari ruoli. Domenica è toccato a Beppe Marotta, a.d. della Juventus, ricevere la Girometta d’Oro. Ieri, nella Sala Napoleonica delle Ville Ponti, è stato invece Umberto Gandini, amministratore delegato della Roma, a ritirare uno speciale riconoscimento nell’ambito del Premio Varese Sport (foto Blitz al centro). Un momento felice per il 57enne dirigente giallorosso che domenica ha provato la “strana” sensazione di strabattere (4-1) quel Milan di cui – fino alla scorsa estate e per ben 23 anni – è stato una colonna portante.

Sono passati poco più di 8 mesi dal suo sbarco nella Capitale. Un altro mondo rispetto a Milano…

«Sono cambiate le responsabilità, il ruolo, un po’ tutto, la città e il sistema di riferimento. Roma è la città del potere politico, del governo, delle grandi istituzioni. C’è maggiore attenzione e c’è una relazione molto forte e passionale con la squadra. La parte professionale la fanno i risultati: se sono in linea con le aspettative è tutto più facile. La Roma è ben strutturata, la passione che si respira in città c’è anche in società. La proprietà è molto ambiziosa, quindi garantisce l’opportunità di fare qualcosa di diverso e di contribuire alla crescita di una delle squadre più importanti, per bacino e potenzialità. I risultati finora? Siamo secondi in campionato, a 7 punti dalla Juventus, e stiamo quindi migliorando il piazzamento della scorsa stagione. Purtroppo in Coppa Italia e in Europa League non siamo riusciti ad arrivare dove avremmo voluto. Ma la squadra ha avuto pochissimi passaggi a vuoto».

Il confronto con la Juve è inevitabile: resta il modello da emulare e possibilmente superare…

«Stiamo seguendo un percorso che deve portarci ad essere al vertice in Italia e protagonisti in Europa. Questa è la strada che, sotto la presidenza Pallotta, la Roma ha intrapreso. La Juventus ha capitalizzato una serie di circostanze, gli investimenti sullo stadio, i ricavi generati dai successi in Champions League, i 5 scudetti di fila che forse diventeranno 6 perché i bianconeri restano i favoriti. La nostra ambizione è ridurre le distanze che si sono create sul campo e che dal campo si sono riverberate in termini di ricavi e incremento dei fatturati».

Gli impianti continuano a essere un cruccio per il calcio italiano. Per la Roma è un asset da realizzare a breve.

«Senza più grandi eventi dopo i Mondiali del 1990, gli investimenti si sono arrestati. Ora tutto si basa sull’iniziativa privata. Il nostro piano è stato sposato dall’amministrazione comunale: stiamo seguendo tutti i passaggi affinché si possa arrivare alla definitiva approvazione. Puntiamo a inaugurarlo per l’inizio della stagione 2020/2021».

Nella “sua” Varese ha vissuto un momento epico dell’hockey su ghiaccio, da giocatore e da dirigente. Ma oggi la realtà è diversa, anche nel basket e nel calcio.

«Lo sport sostenuto dal mecenatismo sta scomparendo. È difficile ora coniugare le esigenze di bilancio e le aspettative della città: bisogna essere capaci di accettare le proprie dimensioni e trovare modi diversi per portare ricavi che ti consentano d’essere competitivo. È tempo di programmazione, di gestione professionale. E di creatività: vanno cercate strade alternative, come ha fatto il basket con il consorzio».