Il Vco rischia di perdere la Camera di commercio ma forse è solo una svista

Altra Testata - 29/05/2017

Nel piano di riordino del sistema delle camere di commercio, quella del Vco viene soppressa. Ma la sua «salvaguardia» era data per scontata: in virtù della specificità montana riconosciuta al Verbano Cusio Ossola l’ente di Villa Fedora a Baveno – come più voci hanno ripetuto negli ultimi mesi – aveva in tasca la deroga per non finire accorpato. Invece all’attuale stato delle cose la situazione è ben diversa e ha suscitato la reazione del presidente della Regione Sergio Chiamparino e del vice Aldo Reschigna.

 

 

Appreso che il piano di riorganizzazione – previsto dal decreto legislativo dello scorso agosto e inerente la riforma Madia – non autorizza il mantenimento dell’ente del Vco, i due amministratori regionali hanno scritto a Ivan Lo Bello, presidente di Unioncamere, facendogli presente quella che è un’incongruenza bella e buona, giustificabile solo con una svista.

 

 

Il piano di riordino in via di definizione salva infatti – proprio riconoscendole la competenza su di una provincia montana consacrata nella sua specificità dalla legge Delrio – la Camera di commercio di Sondrio ma si dimentica di quella del Vco, che gode della medesima prerogativa. La richiesta di presidente e vice presidente del Piemonte è dunque ottenere per la provincia montana del Piemonte lo stesso trattamento garantito a quella lombarda. Si tratta di rivedere una decisione che ha dell’incomprensibile «soprattutto da parte dell’intera comunità economica e istituzionale del Verbano Cusio Ossola, provincia operosa e attiva, in particolare nei campi della metalmeccanica, dei casalinghi, del turismo, dell’artigianato, della floricoltura» scrivono Chiamparino e Reschigna che si dichiarano disponibili a spiegare meglio al destinatario delle missiva le ragioni per la rivendicazione di «pari opportunità» con Sondrio. «Con il piano di riordino, le Camere di commercio verranno ridotte del 40%, passando da 105 a 60: ma nel nostro caso si tratta di un’incongruenza da correggere» evidenzia il vice presidente della Regione Reschigna.

 

 

La questione sembrava già risolta nei mesi scorsi, con Cesare Goggio, presidente camerale del Vco rassicurato dalla deroga ottenuta in quanto ente di provincia montana, con i conti a posto e con un mandato particolare: assistere le imprese di un territorio che fatica a rimettersi in moto sulla strada dello sviluppo.