Il varesino Lamberti guida Federchimica

La Prealpina - 20/06/2017

Imprenditori varesini ai vertici di Confindustria. Dopo Alberto Ribolla, numero 1 dell’associazione confindustriale lombarda, ora è la volta di Paolo Lamberti, 65 anni, presidente e amministratore delegato dell’omonimo e storico gruppo di Albizzate specializzato nella produzione di ausiliari chimici per l’industria (con un fatturato consolidato di oltre 510 milioni di euro e più di 1300 addetti nel 2016, ndr), eletto ieri presidente di Federchimica nel corso dell’assemblea generale tenutasi a Milano, alla presenza del presidente di Confindustria Vincenzo Boccia e del presidente dell’Europarlamento Antonio Tajani. «Che cosa c’è dietro il successo di noi varesini? Non saprei…», ha provato a scherzare Lamberti a margine della kermesse. «In realtà, credo possano essere individuati due aspetti: il grande impegno che ci mettiamo nel nostro fare impresa e poi, se mi consente, una grande passione. Nello specifico, la passione che si mette per cercare di coniugare l’attività imprenditoriale e manageriale con l’attività di tipo associativo. Attività quest’ultima in cui occorre indubbiamente essere animati da un notevole spirito di servizio».

Precisato che in Federchimica è di casa (avendo ricoperto un po’ tutti gli incarichi, tranne quello di presidente), Lamberti ha indicato nella «continuità» e nel «cambiamento» le linee guida del “suo” mandato: «Continuità perché, anche in momenti di grande mutamenti come questo, in ambito geopolitico, economico e finanziario, Federchimica deve continuare ad essere un’associazione coesa di imprese caratterizzata da grande solidità e altissima professionalità. Per quanto riguarda il cambiamento, che ritengo un’opzione ineludibile, per non dire inevitabile, lo vedo invece come una condizione necessaria per far sì che le nostre aziende siano sempre più competitive tanto in ambito nazionale quanto anche sui mercati internazionali». Di più, «guidare il cambiamento è il solo modo per essere protagonisti nei prossimi anni. Una sfida per tutti noi, diversa da quelle affrontate in passato per l’estrema velocità e globalità del cambiamento. Per questo dico che l’industria chimica è pronta con le proposte e le azioni indispensabili per modernizzare il Paese». Tra l’altro, il cambiamento, per seguire il Lamberti-pensiero, «potrà essere un veicolo foriero di grandi opportunità». Anche e soprattutto per i giovani con competenze scientifiche. Se solo si pensa che, già ora, «su 108 mila addetti nel settore chimico, 5800 sono impegnati nella ricerca, ambito che impiega quasi esclusivamente giovani ad elevato tasso di qualificazione», ha puntualizzato Lamberti. «Nella classifica delle sofferenze bancarie siamo di gran lunga il settore manifatturiero con l’incidenza più bassa – ha chiosato il patron del gruppo Lamberti, il 14esimo a livello nazionale -. Le nostre imprese hanno sofferto, ma non hanno dovuto affrontare una crisi strutturale. Questo grazie alla nostra naturale inclinazione all’innovazione continua, intesa soprattutto come continuo miglioramento tecnologico: per la chimica “Industria 4.0” non è solo un incentivo fiscale, ma una vera e grande opportunità».

GRande soddisfazione per la nomina è stata espressa anche dal presidente dell’Unione Industriali della provincia di varese, Riccardo Comerio: «È un premio all’esperienza associativa di lungo corso la scelta di Federchimica. Ancora una volta l’industria del nostro territorio dimostra, con un proprio rappresentante di spicco, di sapere esprimere una classe dirigente all’altezza di sfide importanti. arliamo di un comparto che in provincia di Varese rappresenta il 6,7% degli addetti dell’industria manifatturiera locale».