Il territorio stappa la bottiglia

La Prealpina - 17/01/2018

 La carica delle 101 enoteche. È la rivincita del buon vino («La vita è troppo breve per bere vini mediocri», scrisse a suo tempo Goethe) in una provincia, come quella di Varese, in cui la produzione vinicola è tradizionalmente un fenomeno di nicchia. Basti pensare ai pochi ettari coltivati a vite tra Angera e il Sacro Monte, alle 27 aziende vinicole e al solo vino – i Ronchi Varesini – che può fregiarsi del titolo Igt (indicazione geografica tipica). In tutto il Varesotto, secondo uno studio ad hoc della Camera di Commercio di Milano, Lodi e Monza Brianza che fotografa il settore al dicembre 2017, c’è un’enoteca ogni 8.800 abitanti. In Lombardia, dove se ne contato 986, di enoteche ce n’è una ogni 10 mila abitanti. A riprova del fatto che i ritrovi dove fare acquisti, degustare e dove i meno esperti possono essere indirizzati verso la giusta scelta piacciono parecchio a queste latitudini. E la voglia di enoteca, un settore che dà lavoro a 126 persone (più meno gli stessi titolari dell’attività), è in costante crescita dal 2009 ad oggi (+14%).

«Pur essendo una produzione di nicchia, quella delle uve da vino nella nostra provincia può essere considerata a tutti gli effetti un’eccellenza», ha dichiarato Fernando Fiori, presidente di Coldiretti Varese.

«La storia dei nostri filari, la cui nascita è fatta risalire indietro nel tempo, fino al Cinquecento, ha prodotto bevande di pregio, assaporate – si dice – anche da personaggi di lustro, come nel caso del cardinale Carlo Borromeo. E, forse, è anche per questo che la cultura della “bevanda di Bacco”, qui a Varese, è solida, radicata e capace di produrre anche un interessante numero di enoteche, spesso e volentieri condotte da giovani imprenditori». Il 14% dei quali, sempre secondo lo studio della Camera di Commercio del capoluogo lombardo, rigorosamente under 35. In otto anni la crescita del settore in tutta la Lombardia, forte di un migliaio di addetti, è stata del 32%, in cinque del 22% e stabile nell’ultimo anno. Milano arriva a 264 imprese, Brescia a 170, Bergamo a 107 e, per l’appunto, Varese a 101.

«Il vino rappresenta una delle eccellenze dell’agroalimentare “Made in Italy”. Lo conferma anche il valore dell’export che nel 2017 ha raggiunto il massimo storico di sempre attestandosi a circa 6 miliardi di euro, con un aumento del 7% rispetto all’anno precedente», ha commentato Giovanni Benedetti, direttore di Coldiretti Lombardia.

«Nella nostra regione ci sono oltre 20mila ettari a vigneto, quasi tutti dedicati a nettari di alta qualità. Le province più “vinicole” sono Pavia e Brescia, che da sole rappresentano i due terzi delle superfici vitate in Lombardia e il 70% delle oltre 3 mila aziende lombarde».