Il Terminal 2 si prepara Riapertura entro l’estate

La Prealpina - 17/01/2023

Una mano di pittura alle pareti, una sistemata ai controsoffitti, l’installazione di nuove apparecchiature moderne, un’aggiustatina ai marciapiedi esterni e il T2 sta riprendendo vita. Dopo quasi tre anni di chiusura il Terminal 2 dell’aeroporto intercontinentale di Malpensa, infatti, non solo riaprirà le porte ai viaggiatori, ma lo farà rinnovato e rinfrescato. Non si sa ancora quando la “vecchia Malpensa” sarà pronta per accogliere di nuovo i passeggeri, ma probabilmente accadrà entro l’estate. Il T2 è stato chiuso con lo scoppio della pandemia nel giugno del 2020; con il blocco del traffico aereo era infatti sufficiente tenere in attività solo terminal 1.

Ma ora con la ripresa dei volumi, anche se non eguagliano ancora quelli che si registravano prima del Covid, è sempre più necessario che riprenda a essere operativo anche il vecchio scalo. Se fino all’estate scorsa Sea aveva indicato il 2026 come possibile data di riapertura, nei mesi seguenti le previsioni hanno cambiato lasso temporale e ad ottobre scorso, con cautela, Armando Brunini, amministratore delegato della società che gestisce gli scali di Malpensa e Linate aveva auspicato in una riapertura più celere: «Se il trend positivo che abbiamo registrato durante questo periodo estivo si consoliderà anche nei prossimi mesi, il Terminal 2 aprirà con l’estate 2023». Ed è proprio quello che è successo. Negli ultimi mesi, infatti, il numero di passeggeri è aumentato rispetto al 2020 e al 2021: solo per fare un esempio, a novembre del 2022 i passeggeri a Malpensa sono stati 1.574.353 mentre nello stesso mese del 2021 erano 1.148.931 e solo 162.675 persone hanno transitato nel 2020 allo scalo nella brughiera. Inoltre, anche se non sono ancora disponibili i dati puntuali, le previsioni divulgate da Sea prima di Natale hanno dato numeri davvero incoraggianti: dal 20 dicembre 2022 al 2 gennaio 2023 si sono previsti 770.000 passeggeri con circa 190 partenze al giorno. Per cui, incoraggiata dai dati del traffico, dalla riduzione delle misure restrittive che molti paesi avevano messo in atto per far fronte alla pandemia e che ora hanno permesso di riprendere a viaggiare, e al ritorno nell’hub di Malpensa di molte compagnie aeree, Sea ha dato un’accelerata ai lavori sul T2.

Chi partirà dal vecchio terminal, però, non troverà un luogo irriconoscibile; non si pensi infatti che lo scalo sia stato ricostruito da zero. Gli interventi sono per lo più di carattere tecnico che spesso i passeggeri non notano, anche se servono a velocizzare e a rendere più sicure le procedure. Ne è un esempio la sostituzione delle vecchie macchine per lo smistamento bagagli, dette baggage handling system (BHS) con strumentazioni a tomografia assiale di ultima generazione. Queste strutture controllano le valigie da stiva prima che vengano caricate dei velivoli fornendo immagini dettagliate di quello che contengono. Anche le macchine ai varchi di sicurezza attraverso le quali si passano i bagagli a mano sono state sostituite con nuovi scanner a raggi x, già presenti al T1, che permettono di non togliere bottigliette d’acqua e laptop da borse e zaini. Per altre migliorie si dovrà aspettare, ma nel frattempo il “nuovo vecchio terminal” è quasi pronto.

Cargo, la spinta del premier Meloni

Durante la convention di Fratelli d’Italia che si è tenuta sabato all’Auditorium Testori di Palazzo Lombardia si è parlato anche di Malpensa. Durante il discorso fatto in conclusione della kermesse milanese la premier Giorgia Meloni (nella foto), collegata da Palazzo Chigi, ha infatti detto che «il governo sta lavorando per sbloccare opere su tutto il territorio nazionale, inclusa la Lombardia, che servono a sostenere la produttività» e che, ha proseguito il presidente del Consiglio, «stiamo lavorando per rivedere il piano aeroportuale che penalizzava il cargo italiano e che induceva la partenza dall’estero delle nostre produzioni nazionali».

Opere che serviranno a «rendere più forte e diretta la nostra capacità di penetrazione nei mercati stranieri con aeroporti fondamentali come sono Malpensa, Montichiari e Orio al Serio», ha concluso Meloni parlando di questi aeroporti strategici. Ed è proprio lo scalo intercontinentale nella brughiera, che con i suoi trasporti è il primo in Italia per traffico di merci con una quota di mercato pari a circa il 55%, a essere in attesa che il progetto di ampliamento dell’area cargo venga sbloccato dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica. Il famoso Masterplan 2035, piano di allargamento dell’area cargo che ha visto negli anni modifiche e revisioni, è stato approvato il 6 giugno dell’anno scorso da Regione Lombardia, Enac, Sea, Provincia di Varese e dai sindaci del Cuv, il consorzio dei comuni che fanno parte del bacino aeroportuale di Malpensa. Anche il documento di valutazione dell’impatto ambientale (Via) redatto per valutare gli effetti ambientali del progetto sul territorio coinvolto dallo scalo ha avuto da Regione parere positivo.

«Ora restiamo in attesa di cosa diranno da Roma», aveva affermato Raffaele Cattaneo, assessore all’Ambiente e Clima della Regione Lombardia in occasione della firma della delibera approvata dalla giunta all’unanimità il 15 dicembre scorso. «Il valore di questa tappa è importante perché è il frutto di mesi di incontri tra le parti che sono serviti per definire un complesso di interventi necessari per l’ambiente e il territorio».

Oltre all’adeguamento delle attuali strutture aeroportuali dei terminal 1 e 2 al fine di rispondere alla domanda di traffico passeggeri, il Masterplan 2035 prevede che l’area cargo dell’aeroporto di Malpensa sia ampliata di 44 ettari. Gli interventi verranno realizzati per fasi in base al reale andamento del mercato e alle possibilità di sviluppo interno al sedime; la prima entro il 2025, la seconda al 2030 e l’ultima entro il 2035.