Il Terminal 1 sarà più moderno e assorbirà il traffico di Linate

 Gli ascensori rosa pastello e il pavimento nero in granito sono destinati a sparire a breve, e con essi il ricordo di una Malpensa che fu e che non sarà più. Sono iniziati nei giorni scorsi i lavori di ammodernamento del Piano Arrivi, ultimo tassello che mancava del completo restyling del Terminal 1, un progetto iniziato nel 2015 con Expo ma non ancora portato a compimento. Se l’obiettivo (raggiunto) di breve periodo era rifare il look a Malpensa entro l’inaugurazione dell’esposizione universale soltanto nei punti strategici dell’aerostazione (in particolare il Piano check-in, i filtri di sicurezza, la zona imbarchi e l’area sterile), già tre anni fa i vertici di Sea dissero che con un orizzonte puntuale più lungo si puntava a completare il rinnovamento in ogni angolo del terminal in vista di un altro appuntamento cruciale che avverrà nel 2019: la chiusura di Linate.

L’anno prossimo infatti, in un arco temporale non ancora definito (potrebbe essere l’estate) che non dovrebbe però durare più di tre mesi, il Forlanini verrà rifatto da cima a fondo e nella fase cruciale dei lavori l’attività di volo verrà sospesa e traslata temporaneamente a Malpensa. Sarà un trasloco in piena regola, proprio come avvenuto dal 13 maggio al 10 giugno 2014, quando l’aeroporto di Bergamo Orio al Serio chiuse per il rifacimento della pista di decollo e spostò i suoi circa 150 voli giornalieri a Malpensa. Per tre settimane lo scalo varesino passò dall’essere un aeroporto da 18 milioni di passeggeri annui a oltre 26 potenziali, ma nonostante le preoccupazioni della vigilia superò la prova a pieni voti. Zero disagi, zero ritardi, zero proteste dal territorio che, a livello di rumore aereo percepito o di traffico automobilistico attorno allo scalo, praticamente non si accorse nemmeno che stava sopportando il peso del secondo e del terzo aeroporto d’Italia sommati assieme.

Ora Malpensa sarà chiamata a una nuova prova di maturità, perché non si tratta di tre settimane (ma di tre mesi) e i passeggeri in brughiera nel frattempo sono diventati 22,2 milioni, a cui bisognerà aggiungere i 9,5 di Linate. In quel breve lasso di tempo, dunque, Malpensa opererà come se fosse un aeroporto da oltre 30milioni di passeggeri, esattamente com’era stato concepito negli Anni Novanta ed esattamente come dovrebbe diventare, secondo le previsioni del Nuovo Masterplan, nel 2030, quando i numeri di passeggeri annui dovrebbero addirittura toccare quota 32,5.

Malpensa arriverà dunque all’appuntamento – cruciale per testare la tenuta sui grandi numeri – con il Terminal 1 completamente rifatto secondo il nuovo design realizzato da Gregorio Caccia Dominioni che ha sostituito i pavimenti neri in granito con il marmo di Candoglia, mentre le pareti in truciolato opaco hanno lasciato spazio all’acciaio, al vetro e ai rivestimenti esterni in zinco-titanio. Si tratta dell’ultimo sforzo e poi finalmente l’aeroporto avrà cambiato pelle. Rimarrà soltanto il Verde Malpensa sui fascioni laterali delle pareti a ricordare com’era un tempo il Terminal 1.