Il Tar boccia il decreto dell’ex ministro Lupiresta un mistero quello che scriverà Delrio

Decreto Lupi, dopo la bocciatura dell’Europa ora arriva anche quella del Tar. Il tribunale amministrativo della Lombardia ha dato ragione a Germanwings e Air Dolomiti, le due compagnie appartenenti al Gruppo Lufthansa che a dicembre 2014 – ovvero a pochi giorni dalla entrata in vigore del provvedimento che porta la firma dell’allora ministro dei Trasporti – decisero di portare all’attenzione dei giudici la decisione di liberalizzare il traffico di Linate alle città non capitali d’Europa. Le due compagnie avevano preparato un ricorso contro gli effetti concreti del decreto Lupi, ovvero i voli di Air Berlin in code sharing con Alitalia (entrambe compagnie appartenenti al gruppo Etihad) su Berlino e Dusseldorf trasferiti da Malpensa al Forlanini, con una perdita complessiva di passeggeri stimata in brughiera di circa 500mila unità all’anno.

Secondo il Tar, «l’applicazione degli insegnamenti della Corte di giustizia Ue determina l’accoglimento delle censure, secondo cui non sarebbero state consultate le parti interessate e non sarebbe stata richiesta e/o attesa la pronuncia della Commissione europea sulla redistribuzione del traffico aereo ingenerata per effetto della modifica al Dm 15/2000».

I giudici della terza sezione hanno dunque accolto il ricorso annullando il Decreto Lupi in materia di regolamentazione del sistema aeroportuale milanese. «A dispetto del suo dichiarato fine di apertura alla concorrenza il provvedimento nei fatti si è tradotto in uno strumento che ha ristretto il mercato alle sole compagnie che hanno a disposizione slot su Linate», hanno commentato i legali del Gruppo Lufthansa.

Ma cosa cambia? In teoria con effetto immediato i voli “traslocati” a Linate dovrebbero ricomparire a Malpensa (in quanto tornerebbe in vigore il Bersani bis), ma è evidente che la parte soccombente chiederà la sospensiva in attesa del pronunciamento del Consiglio di Stato, a cui appare certo il ricorso per un nuovo pronunciamento in secondo grado di giudizio. Resta inoltre da capire come si inquadra in tutta questa vicenda il Decreto Delrio (nella foto il ministro), predisposto lo scorso gennaio quando l’Ue cassò il provvedimento firmato da Lupi sostenendo che fosse in contrasto con le normative europee. L’attuale ministro dei Trasporti dichiarò sei mesi fa che il suo decreto (la cui entrata in vigore era prevista per il prossimo inverno) sarebbe stato l’esatta copia del Lupi ma con gli accorgimenti necessari richiesti da Bruxelles in materia di consultazione delle parti prima della emanazione. Sarà sufficiente anche per il Tar?

G.C.