Il segretario Larghi: «O si fa pulizia o me ne vado»

La Prealpina - 06/04/2016

Ho messo il gruppo dirigente davanti a un’alternativa: o si fa pulizia o me ne vado». Drastico, perentorio e deciso ad andare fino in fondo il segretario generale della Cisl dei Laghi (Varese e Como) Gerardo Larghi (nella foto) dopo lo scandalo delle presunte tessere gonfiate che nelle ultime ore ha scosso l’ambiente. L’articolo apparso ieri su queste colonne ha convinto il numero uno del sindacato insubre a convocare d’urgenza un comitato esecutivo informale alla presenza dei vari segretari di categoria. «Quello che abbiamo letto sulla stampa ha messo sotto gli occhi di tutti un problema che stavamo già gestendo da mesi al nostro interno», dichiara a margine del tavolo Larghi. «La Cisl sa bene che non può essere come le altre che nascondono i problemi sotto al tappeto. È un problema che va affrontato, c’è stata un’ispezione e i risultati non possono essere affrontati alla stregua di un fumetto di Topolino. Sono cose serie, e siccome io sono il segretario della pulizia e della trasparenza, le voglio affrontare».

L’onda mediatica sembra aver impresso una spinta ulteriore a un procedimento che era già in atto da tempo e che forse aveva bisogno proprio dell’indignazione pubblica per trovare una pronta risposta . Mesi fa, infatti, una serie di lettere anonime aveva fatto partire immediate verifiche da parte degli organismi preposti, una sorta di magistratura interna alla Cisl assolutamente autonoma, che avrebbero rivelato numerose anomalie legate ai regolamenti e alla struttura interna, ma soprattutto nel numero di iscritti dichiarati da alcune singole categorie. Le segnalazioni parlavano infatti di falsi iscritti in cooperative inventate, in aziende o enti pubblici in cui figuravano decine di tessere nonostante nella realtà si potevano contare sulle dita di una mano.

«Su questo abbiamo documenti e scelte precise, sono numerose le categorie che su questa linea, che poi è la linea del nazionale che punta alla pulizia e ai servizi innovativi, non transigono. Ho annunciato in esecutivo qual è l’atteggiamento che dobbiamo tenere e che ci chiedono i nostri iscritti», spiega Larghi, disposto persino alle dimissioni se trovasse resistenze. «Le cose sono due: o si vogliono affrontare i problemi, o me ne vado».