Il Rugby Varese è un’opera d’arte E con una mano si arriva in meta

La Provincia Varese - 22/11/2016

Per il Rugby Varese quella di affidare il disegno della maglia da gioco ad un’artista è una tradizione che continua ormai da quattro anni. «Lo spirito del rugby è fatto di tradizione, noi abbiamo iniziato la tradizione di chiedere ad un artista di disegnare la maglia per il nostro club. L’idea è quella di continuare per arrivare ad averne 15 come i giocatori in campo, quelle realizzate fino ad oggi sono cinque, compresa quella disegnata da Bebe Vio per il settore giovanile», così ha commentato il nuovo presidente Francesco Pierantozzi, che di recente è succeduto a Stefano Malerba. Dopo Marcello Morandini nella stagione 2013/2014, Silvio Monti nel 2014/2015 (anno della promozione in Serie B), e Luca Lischetti nel 2015/2016, questa volta la maglia è stata disegnata da max fONTANA (scritto proprio così), artista di Arcisate che ha esposto a Roma, Londra, Lugano, Milano, Lecce, Locarno, Mantova, Venezia, che ha eseguito Live Painting con Max Laudadio, Paolo Migone, Atelier Vidocq e con Paolo Frattini Trio. Una maglia colorata, vivace, originale, che lo stesso artista ha definito così: «È stato strano pensare una divisa da rugbista, mai lo avevo fatto prima però vi vedo tutti contenti quindi mi auguro di averlo fatto bene. Nel disegno troviamo in primo piano un giocatore, un pilone, con altri giocatori in mischia. Tre cuori con i colori della maglia ed il verde che riporta al colore del campo. Mi sono ispirato ai colori classici della maglia, il bianco e rosso, inserendo anche una mano che simboleggia la meta». Il Rugby Varese è di fatto la prima società dilettantistica a portare un’opera d’arte su una maglia da gioco, un’idea ed una tradizione originali ed interessanti, uniche. La maglia è stata presentata ieri sera allo Spazio Lavit di Varese, davanti ad una bella cornice di persone, e verrà indossata probabilmente a partire da dicembre (il campionato riparte il 4 dicembre dopo i tre test della nazionale italiana contro All Blacks, Sudafrica e Tonga). In sala anche Dino De Simone, assessore allo sport del comune di Varese, che porterà avanti il progetto della nuova cittadella dello sport di Giubiano: «Io vengo dal mondo della pallacanestro però il rugby in comune deve sentirsi a casa. Del rugby siamo fieri ed orgogliosi, in primis perché è uno sport stupendo, lo spirito di aggregazione non ha eguali, ma anche perché insieme abbiamo tante cose da fare. Dobbiamo fare insieme quella “sporca ed ultima meta” per portare a casa un centro sportivo che sarà un punto di riferimento per il quartiere e per tutta la città di Varese». n