Il ritorno di Reguzzoni «Soldi pubblici ad Alitalia? No»

La Provincia Varese - 04/05/2017

«Basta soldi pubblici ad Alitalia», l’ex presidente della Provincia di Varese Marco Reguzzoni torna in pista e lancia la mobilitazione di protesta: sabato mattina alle 10.30 a Malpensa, al “corteo contro i soldi ad Alitalia e per lo sviluppo di Malpensa”, messo in piedi nel giro di pochi giorni per urlare “no” al prestito da 600 milioni all’ex compagnia di bandiera, ci saranno anche i sindaci del territorio. «Basta soldi dei contribuenti per tenere in piedi una compagnia che non funziona e che genera disservizi al Paese». Ritorno in pista Dalla “sua” Volandia, il Museo dell’Aeronautica alle ex officine Caproni di Vizzola Ticino che fondò quando era presidente della Provincia e di cui è ancora oggi presidente, al Terminal 1 di Malpensa, il passo è breve, poche centinaia di metri di passerella pedonale. Ma per l’ex capogruppo della Lega Nord a Montecitorio Marco Reguzzoni, da più di quattro anni ufficialmente fuori dalla politica (persino “declassato” da militante a semplice iscritto dal Carroccio di Matteo Salvini), è più di un passo, sembra un vero ritorno in pista. Letteralmente, perché è proprio dallo scalo varesino che Reguzzoni torna ad impegnarsi con forza. Quella Malpensa, la cui strenua difesa all’epoca del de-hubbing di Alitalia lo indusse, nel 2008, a “mollare” Varese (pochi mesi prima era stato incoronato da un vero plebiscito popolare per il secondo mandato alla guida di Villa Recalcati) per Roma. Proprio quell’abbandono «scellerato» di Malpensa da parte di Alitalia viene considerato oggi da Reguzzoni «una delle cause della crisi di Alitalia. E non lo dico io, ma Domenico Cempella, l’unico manager che ha saputo portare la compagnia in utile e che si è dimesso, protestando allora contro le ingerenze di una classe politica miope e arrogante». Così, con qualche video postato su Facebook in piena notte («dopo aver messo a letto le bambine» rivela), Reguzzoni torna a farsi sentire, per battersi contro quel prestito ad Alitalia che definisce «una decisione improvvida, perché si buttano altri soldi dei contribuenti per sostenere una compagnia privata che ci costa cara anche in termini di disservizi, se pensiamo che ad esempio un volo Catania-Roma costa il doppio delle tariffe di mercato». «Tassa d’imbarco? Una beffa» Convinto che «si può cambiare, si può vivere in un Paese dove non comandano i parassiti e gli incompetenti». Al suo fianco, assenti (e non invitati) i partiti, ci sono gli amici dell’associazione Aeroportilombardi, in primis l’attivissimo Roger Zanesco, ma da ieri anche molti sindaci e amministratori dei Comuni del sedime, che hanno promesso che sabato saranno presenti (da Ferno, con Mauro Cerutti sindaco e presidente di Ancai, l’associazione dei Comuni aeroportuali, ai sindaci di Somma Lombardo, Lonate Pozzolo, Vizzola Ticino, all’assessore di Samarate Luca Macchi). «Sul prestito da 600 milioni il governo si è già mosso, perciò allargheremo la protesta al tema della tassa d’imbarco, con una raccolta firme – annuncia Reguzzoni – Una beffa: la chiamano tassa comunale, ma su 6,50 euro pagati da ogni passeggero, ai Comuni vanno solo 10 centesimi». Insomma, una nuova occasione per far sentire la voce del territorio su Malpensa, scalo da rilanciare e da valorizzare.