Il ritorno della Provincia «E ora dateci le risorse»

La Prealpina - 09/12/2016

E la barca va. Come prima, anzi meglio. Perché, fra le altre cose, il risultato del referendum di domenica scorsa ha detto questo: le Province non verranno cancellate. Due anni trascorsi a discutere su come, dove e quando sostituirle e poi tutto rimarrà com’è.

Presidente, è possibile?

«E no, non tutto deve rimanere com’è – sbotta a Villa Recalcati Gunnar Vincenzi, che ha iniziato il terzo anno di mandato sui quattro previsti dalla legge – perché allora davvero i conti non tornerebbero. Parlo in senso proprio. Parlo di soldi. Stato e Regione ci hanno tagliato i fondi, svuotandoci di molte funzioni e adesso che la legge Delrio che sopprimeva le Province attende in tempi che mi auguro brevi di essere sostituita, devono tornare a trasferirci in tempi certi tutti i finanziamenti necessari a svolgere i servizi che siamo chiamati a gestire e garantire».

Il discorso è chiaro, ma il rischio però lo è altrettanto: quello che “indietro non si torna”, per cui non si deve più parlare di trasferimenti finanziari.

Lei è reduce dalle consultazioni per mettere insieme la squadra di governo dell’ente varata quarantotto ore fa. Come vede la situazione?

«Con la vittoria del no, torno a essere presidente di un ente riconosciuto dalla Costituzione. Torniamo a rivestire le medesime funzioni che avevamo nel 2012. Per questo motivo ci aspettiamo che prima di tutto il Governo centrale riveda la sua posizione in tema di tagli ai trasferimenti».

E’ un passaggio essenziale su cui lei, che anche da sindaco di Cantello ha guidato la lista degli amministratori per il sì, ha subito richiamato – fin da lunedì mattina quando il risultato elettorale era acquisito- tutti gli eletti a Villa Recalcati, ad iniziare dalle opposizioni di Lega e Forza Italia che al referendum erano schierate sul fronte del no. Pensa che in questo modo si possa realizzare un terreno comune su cui costruire la politica provinciale e lasciar perdere le contrapposizioni?

«In gioco c’è il bene della nostra provincia e questo chiede che anche le minoranze mettano in campo un’azione responsabile, sa prescindere dagli orientamenti di parte. Per quanto ci riguarda, continueremo con fermezza sulla strada del risanamento finanziario, per cui ai miei consiglieri chiedo ancora una volta il massimo impegno, la volontà di fare squadra, la sensibilità di guardare tutti verso il medesimo obiettivo».

In sostanza, impostare Villa Recalcati su basi nuove, meno legate ai partiti e più ai bisogni del territorio, com’è nel suo dna politico che ha ribadito più volte in questi anni?

«Esattamente. Due anni fa mi sono candidato con l’obiettivo di costruire una Provincia nuova, capace di fare rete con le istituzioni locali, regionali, nazionali e diventare punto di riferimento autorevole su progetti e iniziative utili a far crescere il nostro territorio. E’ un proposito nel quale credo ancora. Il voto di domenica scorsa ha confermato il valore delle Province. E’ finita la fase transitoria, torniamo a essere a tutti gli effetti un ente di rango costituzionale, come le Regioni o i Comuni».

Per questo la Provincia torna a bussare a denari dopo almeno un quinquennio in cui i cordoni della borsa si sono prosciugati e l’ente è stato declassato in vista della sua definitiva chiusura.

E per questo, a rigor di logica e in attesa di una legge che costituisce la Delrio, la Provincia torna a essere ente di primo livello e si dovrebbe tornare a votare i consiglieri con voto popolare. Lo hanno chiesto a gran voce gli stessi cittadini.

Villa Recalcati: squadra al lavoro

Si ricomincia da otto.

Tante sono le deleghe che a inizio settimana il presidente Gunnar Vincenzi ha conferito ad altrettanti consiglieri eletti a metà ottobre.

Una quarantina di giorni tra una data e l’altra, più o meno quanti ne erano trascorsi due anni fa, al varo della prima “giunta” del dopo-Galli, necessari a mettere d’accordo le due componenti (Civici e democratici, che ha ottenuto sei deleghe e Esperienza civica con due) che hanno contribuito a far vincere la coalizione a sostegno del presidente.

Ecco i nomi dei consiglieri delegati e le competenze assegnate a ciascuno. Marco Magrini (Esperienza civica): vicepresidente con delega alle Attività produttive e ai Rapporti con le istituzioni.

Paolo Bertocchi (Civici e democratici): Istruzione e formazione professionale.

Davide Tamborini (Esperienza civica): Viabilità, Protezione civile, Nucleo faunistico, Sicurezza.

Valerio Mariani (Civici e democratici): Ambiente, Territorio, Trasporti, Trasporto pubblico locale.

Giuseppe Licata (Civici e democratici): Bilancio, Politiche del lavoro.

Cristina Riva (Civici e democratici): Cultura, Turismo, Patrimonio.

Carmelo Lauricella (Civici e democratici), Inclusione sociale, Edilizia Scolastica; Luca Paris (Civici e Democratici): Personale, Stazione unica appaltante.

Per Magrini, Bertocchi e Mariani si tratta di un ritorno in giunta. Il presidente Gunnar Vincenzi seguirà direttamente due settori molto delicati con il Servizio idrico integrato e le Società partecipate oltre allo Sport.