Il ritorno del Malpensa-Roma «Interessati ai clienti del Nord»

 Il clamoroso ripristino della navetta Malpensa-Fiumicino di Alitalia a partire dal prossimo aprile è noto già dallo scorso novembre, quando sul sito della compagnia aerea riapparvero gli orari dei quattro collegamenti giornalieri a undici mesi di distanza dalla soppressione dello storico collegamento tra il primo e il secondo aeroporto d’Italia, tra la capitale politica del Paese e lo scalo intercontinentale della capitale economica. Ora Alitalia spiega anche il perché. «Siamo sulla Malpensa-Fiumicino prima di tutto perché c’è un competitor che ha liberato spazio e poi perché vogliamo alimentare il traffico di feederaggio da Roma». A dirlo è Fabio Lazzerini, nuovo Cco di Alitalia, l’uomo chiamato a risollevare le sorti dell’ex compagnia di bandiera. Malpensa è un aeroporto che lui conosce bene, se si considera che con il suo precedente incarico al vertice di Emirates Italia fu l’artefice del boom del vettore di Dubai in brughiera. Intercettato nella capitale dai microfoni di Ttg a margine della presentazione di “Stopover Roma”, si è soffermato sui motivi che hanno spinto Alitalia a ripensare la strategia sull’asse Malpensa-Fiumicino. La ritirata di easyJet sulla medesima tratta è un fattore, ma non l’unico e nemmeno quello determinante.

«Oltre al traffico point to point tra le due città guardiamo soprattutto alla possibilità di alimentare le connessioni internazionali», ha detto. L’obiettivo dunque è fare feederaggio, ovvero intercettare i potenziali clienti del Nord Italia, portarli a Roma con i quattro collegamenti giornalieri e da lì farli volare in tutto il mondo grazie ai numerosi collegamenti intercontinentali di Alitalia attivi su Fiumicino.

I passeggeri torneranno dunque a occupare i sedili degli Embraer E175, i piccoli bimotori a fusoliera stretta spariti undici mesi fa dal piazzale di Malpensa in quanto, spiegarono allora i vertici di Alitalia, la tratta registrava pesantissime perdite, stimate in circa 5,8 milioni di euro all’anno.

«Ma come fanno a perdere soldi che gli aerei sono sempre pieni?», fece notare allora il senatore Stefano Candiani (Lega), criticando aspramente la scelta della ex compagnia di bandiera. Lui, quel volo, lo utilizzava praticamente ogni settimana per recarsi a Palazzo Madama, «e non l’ho mai visto vuoto». Oggi si scopre che tutti i torti non li aveva, perché la nuova dirigenza avrebbe notevolmente ridimensionato l’entità della perdita, a tal punto da rendere ancora una volta interessante sotto il profilo operativo alimentare le connessioni tra Malpensa e Fiumicino. Qualcuno, insomma, aveva sbagliato a fare i conti. Qualcuno in Alitalia, per l’ennesima volta, aveva sottovalutato le potenzialità di Malpensa.