Il primo vagito della “nuova” Whirlpool è in una firma

La Provincia Varese - 18/07/2017

Si gettano le basi per la nuova vita dell’ex quartier generale Whirlpool di Comerio: sul sito voluto da Giovanni Borghi sorgeranno nuovi spazi di lavoro (uffici, laboratori, co-working), strutture sanitario-assistenziali, servizi per il benessere, lo sport, il tempo libero e l’intrattenimento, e aree residenziali. «Ora partiamo alla ricerca di investimenti, privati e pubblici»: ad annunciarlo è la presidente di Whirlpool Emea e vicepresidente esecutivo di Whirlpool Corporation Esther Berrozpe Galindo, che ieri è stata accolta in sala consiliare dal sindaco di Comerio Silvio Aimetti per la firma della lettera d’intenti per la valorizzazione e la riconversione dei 21mila e 500 metri quadrati dell’ex centro direzionale della multinazionale, fresco di trasferimento nel Distretto Expo di Pero. Generare risorse La riconversione dell’area, come da lettera d’intenti, dovrà favorire l’insediamento di «attività che generino lavoro e servizi di qualità per la persona, ispirandosi a un solido ma non rigido principio di sostenibilità nelle sue tre declinazioni: ambientale e di contesto, economica e dell’individuo, con una particolare cura ed attenzione per l’accessibilità per tutti e per l’integrazione». Il sindaco Aimetti ricorre ad una metafora ciclistica, in pieno clima da Tour de France, per descrivere la firma di ieri come «lo scatto decisivo, dopo che il gruppo ha lavorato molto, verso la “fuga”» che porterà il Comune e l’azienda «insieme al traguardo, a dare concretezza al lavoro di questi mesi». Un lavoro di gruppo che viene descritto come «un percorso virtuoso» che ha visto la «collaborazione tra azienda, Comune, atenei, associazioni categoria e altri attori importanti». «Area vivibile e accessibile» Il gruppo di lavoro, che si riunirà di nuovo domani, avrà sul tavolo «una proposta abbastanza dettagliata» per la riqualificazione del sito, i cui cardini, descrive Aimetti, saranno «ancora lavoro, ma anche sostenibilità e nuove funzioni adeguate», con la possibilità di «ampliare il centro» di Comerio «per comprendere quell’area in modo che sia vivibile e accessibile». Nella pratica, il primo passaggio tocca proprio al Comune di Comerio, chiamato a modificare il Piano di Governo del Territorio per rendere possibile questa diversificazione di funzioni che sarà la base della “nuova vita” dell’ex Whirlpool: «Una nuova era per Comerio – la sintetizza Silvio Aimetti – che porterà nei prossimi mesi alla fase di concettualizzazione definitiva del future state per la riconversione di questo sito di grande importanza per la nostra comunità». Nel frattempo, come afferma la presidente Esther Berrozpe, «parte la ricerca di investitori privati e pubblici» che possano concretizzare le ipotesi messe sul tavolo. «Sarà molto difficile trovare un altro player unico – ammette la numero uno dell’azienda – cercheremo di capire cosa richiede il mercato. Questi sono gli input, funzioni diverse integrate, non solo quelle attuali di uffici e sport, attente alla qualità della vita, in un posto magnifico che è un valore aggiunto da sfruttare».

 

In un anno dall’annuncio all’addio E adesso la parola d’ordine è flessibilità

Tutto in un anno: nell’aprile del 2016 l’annuncio dell’addio del quartier generale Whirlpool dalla storica sede di Comerio, che avrebbe necessitato di una ristrutturazione troppo costosa e troppo poco efficiente, nel marzo l’inizio del trasloco da Comerio alla moderna sede di Pero, nel Distretto Expo, ultimato in maggio con l’inaugurazione “benedetta” dal premier Paolo Gentiloni. Ora entra nel vivo un’altra partita, la più delicata per Comerio e per il nostro territorio, quella della riconversione del sito ex Whirlpool. «Abbiamo valutati casi simili di riuso, a sostegno delle scelte del decisore pubblico, per favorire l’afflusso di investitori – spiega la presidente di Whirlpool Emea Esther Berrozpe Galindo – speriamo che questa riqualificazione possa rivelarsi una best practice a livello regionale in termini di partenariato tra pubblico e privato». Concretamente, il futuro è tutto da delineare. Partendo da una parola d’ordine, ripetuta sia da Berrozpe che dal sindaco di Comerio Silvio Aimetti: «Flessibilità». Rimarranno le attuali destinazioni sport e business, ma se ne aggiungeranno delle altre: «Lavoro, sport, salute, benessere e residenza potranno trovare una sintesi moderna equilibrata ed innovativa» ne è convinto Aimetti. Tra le idee emerse in fase di valutazione, anche quella del riutilizzo di strutture esistenti, come lo studio di registrazione che potrebbe essere destinato a sala prove musicali, un input dato dal tastierista e “patron” del festival Microcosmi, Vittorio Cosma, oppure l’auditorium da oltre 200 posti che potrebbe diventare un cinema o un teatro. «Strutture riconvertibile ma non è escluso che si possano cambiare la distribuzione e le strutture – fa sapere Berrozpe – siamo aperti ad ogni possibilità e non ci poniamo vincoli». Aggiunge il sindaco Aimetti: «In questa fase l’idea di fondo è quella di trovare funzioni che possano portare posti di lavoro. Ma il padrone di casa non sono io…». Comerio la sua parte la farà con gli atti amministrativi di revisione del Piano di Governo del Territorio, indispensabili «per rendere possibile la riqualificazione». Con quali tempistiche? Aimetti vorrebbe arrivare «entro la fine dell’anno con un ipotetico future state»: se non con il nuovo Pgt già approvato, quantomeno «in fase avanzata e progettato nel dettagliato».

 

Un trasloco solo immobiliare «Salvo l’85 per cento di indotto»

Whirlpool, addio “soft”: sei navette quotidiane in partenza da Comerio per portare i dipendenti al nuovo headquarters di Pero e l’85% della spesa per i fornitori locali riconfermata anche dopo il trasloco nell’hinterland della metropoli. «Tra i valori fondanti della nostra azienda vi è l’attenzione alle collettività locali dove operiamo, ed è nostra intenzione continuare ad onorare questo nostro modo di essere» sottolinea la presidente di Whirlpool Emea Esther Berrozpe Galindo. «Piedi saldi nel territorio» I timori di un impatto pesante sull’indotto di Whirlpool nel territorio varesino, che erano forti all’indomani della decisione dell’azienda di smobilitare dal quartier generale sul Lago di Varese per spostarsi nel Distretto Expo di Pero, a due passi dalla Fiera e dal capoluogo lombardo, si sarebbero realizzati solo in minima parte, grazie alle scelte fatte dal management della multinazionale Usa. «Siamo un’azienda che guarda al futuro ma mantiene i piedi saldamente radicati in questo territorio» fa notare Berrozpe. Ma non solo perché lo stabilimento di Cassinetta di Biandronno è ormai per Whirlpool «il più importante hub a livello mondiale con più di 2000 posti di lavoro», ma anche perché l’abbandono da Comerio non si sarebbe rivelato traumatico. «Dopo 25 anni qui, ci siamo spostati in un edificio che rispecchia le nuove esigenze dell’azienda, ad una quarantina di chilometri da Comerio» ricorda la numero uno di Whirlpool. Grande flessibilità Una scelta che ha permesso di incentivare «un pendolarismo “soft”» grazie all’istituzione di «sei navette ogni giorno per consentire a chi vive a Comerio di raggiungere la sede di Pero»: così «i nostri dipendenti hanno mantenuto qui le radici e l’indotto della residenza, così importante per questo territorio». Nella stessa direzione va il «progetto pilota di “smart working”» che verrà avviato in settembre «con soluzioni che interesseranno la nuova sede di Pero, ma anche quelle di Cassinetta e Fabriano». Infine, ed è forse l’aspetto più rilevante dal punto di vista dell’impatto economico, la filiera di fornitori costruita nel corso degli anni sul territorio attorno a Comerio non si è interrotta dopo il trasloco a Pero: «I fornitori – rivela Esther Berrozpe – sono stati mantenuti all’85%, come spesa complessiva sulle aziende che vivono e lavorano nell’area, con grande flessibilità sia da parte loro che dell’azienda. È un altro elemento importante per la comunità locale, ed ecco perché è nostra intenzione continuare a collaborare con le istituzioni locali». Lo conferma anche il sindaco di Comerio Silvio Aimetti: «A parte alcuni operatori economici, come l’albergo, che immagino vivano un periodo difficile e di ripensamento, non sono emerse né situazioni di disoccupazione né tanto meno particolari criticità».