Il presidente Modiano«Qui creiamo lavoro»

La Prealpina - 08/04/2016

«C’è un numero che mi rimane in testa ed è questo: a ogni milione di passeggeri in più corrispondono mille posti di lavoro. E’ un sacco di roba, perché le prospettive di crescita del Masterplan ci dicono che possiamo generare 14mila posti di lavoro nei prossimi quindici anni. Qui dentro si crea lavoro, ed è ciò che ci spinge a ripetere: non molliamo».

Pietro Modiano, presidente Sea, sono numeri che rischiano di destabilizzare l’ambiente.

«No, sono numeri stupefacenti ma allo stesso tempo numeri realistici, perché realistica è la prospettiva di crescita contenuta nel nuovo Masterplan. Potevamo sparare più in alto, ma potevamo anche stare più bassi, trovando vita più facile sotto il profilo ambientale. E’ vero che il bene del territorio non si misura soltanto in termini di Pil, ma non c’è dubbio che questo aeroporto migliora le condizioni di vita di chi attorno a questa complicatissima realtà vive».

Il primo trimestre dell’anno segna un aumento del 5 per cento dei passeggeri. Il 2016 sarà finalmente l’anno della svolta per Malpensa?

«L’anno della riscossa è quello che si è appena concluso. Con numeri da record negli utili, nel margine operativo e nel cash flow, oltre a risultati buonissimi nel traffico intercontinentale. La svolta c’è già».

Sarà, però il 2015 si è chiuso con un incremento dei passeggeri di solo l’1,3 per cento.

«È vero, cresciamo ancora meno delle nostre potenzialità ma cresciamo nel modo giusto. E poi io non ho l’ossessione del numero di passeggeri. Altri aeroporti europei lo scorso anno hanno registrato un aumento di passeggeri ma una perdita di valori. Saturare gli impianti non è sempre una buona cosa. Noi siamo fieri della fase di transizione che abbiamo messo in atto».

Solitamente questo è il periodo delle inaugurazioni delle nuove rotte che però, quest’anno, sembrano latitare. Come lo spiega?

«Funziona così: si aprono nuove rotte e poi, se hanno successo, le compagnie aumentano le frequenze. I nostri sforzi in questo momento sono concentrati nella seconda fase, ovvero nell’aumentare le frequenze delle rotte già esistenti. Ciò non toglie, ovviamente, che i nostri uomini siano sempre alla ricerca di nuove opportunità».

G.C.